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Venezia, stop al ticket 2026: ora si misurano gli effetti sul turismo

Dal 27 luglio non si paga più il contributo d’accesso alla città antica. Si chiudono le 60 giornate previste dalla sperimentazione e si apre il momento del bilancio sulla gestione dei flussi turistici.

Da oggi, lunedì 27 luglio, entrare a Venezia torna a essere gratuito anche per i visitatori giornalieri. Si è concluso infatti il calendario 2026 del contributo d’accesso, applicato quest’anno per 60 giornate non consecutive tra il 3 aprile e il 26 luglio. Non si tratta quindi dell’abolizione definitiva del ticket, ma della conclusione del periodo di applicazione programmato dal Comune.

La misura, arrivata al terzo anno di sperimentazione, è nata con l’obiettivo di contribuire alla gestione dei flussi turistici e disincentivare il turismo giornaliero nei periodi considerati più critici per una città sottoposta a una pressione turistica particolarmente elevata.

Nel 2026 ticket da 5 o 10 euro

Il sistema prevedeva quest’anno due tariffe. Il contributo era di 5 euro per chi effettuava il pagamento con maggiore anticipo e saliva a 10 euro per le prenotazioni effettuate nei quattro giorni precedenti l’arrivo. L’obiettivo della tariffa differenziata era incentivare la programmazione anticipata delle visite e consentire alla città di conoscere meglio i flussi attesi.

L’obbligo riguardava determinate categorie di visitatori giornalieri nella fascia oraria tra le 8.30 e le 16, mentre erano previste diverse esenzioni, tra cui quella per chi pernottava nelle strutture ricettive del territorio comunale.

Adesso arriva il vero test

Con la conclusione delle 60 giornate, la questione più interessante diventa capire quale effetto abbia realmente prodotto il contributo.

Il punto non riguarda soltanto quante persone abbiano pagato o quanto sia stato incassato. Per una destinazione come Venezia sarà soprattutto importante valutare se la misura abbia modificato i comportamenti dei visitatori, favorito una maggiore programmazione degli arrivi e contribuito a distribuire meglio la pressione turistica.

È il tema che accompagna Venezia ormai da anni: trovare un equilibrio tra una delle più potenti capacità attrattive al mondo e la necessità di tutelare una città fragile e abitata.

Il Comune ha sempre definito il contributo uno strumento sperimentale. La stessa presentazione ufficiale del sistema 2026 specificava che l’esperienza di quest’anno sarebbe servita per ulteriori valutazioni in vista di un’eventuale applicazione a regime.

Il ticket, quindi, da oggi non si paga più. Ma la sperimentazione veneziana sull’overtourism non può ancora considerarsi conclusa. Saranno i risultati del 2026 e le successive decisioni dell’amministrazione a indicare quale ruolo avrà il contributo d’accesso nella gestione futura dei flussi turistici della città.