I nuovi dati italiani riportano l’attenzione sulla prevenzione in mare, laghi e piscine. Per le destinazioni turistiche, la sicurezza è parte della qualità dell’accoglienza.
Oltre 600 annegamenti in Italia nel biennio 2024-2025, il dato che accompagna oggi, 25 luglio, la Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento e riporta l’attenzione su un fenomeno che riguarda direttamente anche il turismo, soprattutto durante i mesi estivi.
I numeri arrivano dalla relazione dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione, pubblicata dal Ministero della Salute in occasione della ricorrenza. Gli incidenti avvengono in contesti differenti: mare, laghi, fiumi e piscine, luoghi che durante l’estate rappresentano anche una parte fondamentale dell’offerta turistica italiana.
Istituita dalle Nazioni Unite nel 2021, la Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento viene celebrata ogni anno il 25 luglio. Per il 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scelto il tema “Unite to turn the tide”, un invito a unire istituzioni, comunità e cittadini nella prevenzione.
Secondo l’OMS, ogni anno nel mondo più di 300 mila persone perdono la vita per annegamento, circa 30 ogni ora. Il rischio riguarda in particolare i più giovani: l’annegamento è tra le dieci principali cause di morte per bambini e ragazzi tra i 5 e i 14 anni.
Le sette strategie dell’OMS
Alla vigilia della Giornata mondiale, l’OMS ha presentato PROTECT, un nuovo pacchetto tecnico che individua sette aree di intervento per contrastare gli annegamenti.
Le strategie comprendono sicurezza degli ambienti vicini all’acqua, capacità di soccorso e rianimazione, tutela di chi lavora in ambienti acquatici, sicurezza del trasporto sull’acqua, insegnamento delle competenze di base nel nuoto, protezione dei bambini e preparazione alle emergenze.
L’obiettivo internazionale è ridurre gli annegamenti del 35% entro il 2035.
Mare, laghi e piscine: la sicurezza riguarda anche la vacanza
Durante l’estate milioni di persone frequentano spiagge, stabilimenti balneari, piscine, campeggi, villaggi e località lacustri. La capacità di prevenire i rischi diventa quindi anche una componente della qualità dell’accoglienza. Personale preparato, informazioni comprensibili, segnaletica adeguata e sistemi di soccorso efficienti aiutano il visitatore a conoscere le caratteristiche dell’ambiente nel quale si trova.
Un turista può infatti non avere familiarità con correnti, profondità, temperature o condizioni specifiche di un tratto di mare o di un lago che visita per la prima volta.
La prevenzione comincia prima del soccorso
Gli assistenti al salvataggio svolgono un ruolo fondamentale, ma la prevenzione comincia prima dell’emergenza. Conoscenza delle regole, sorveglianza dei bambini, capacità di riconoscere le situazioni di pericolo, competenze di nuoto e preparazione al primo soccorso contribuiscono a ridurre i rischi.
Stabilimenti, amministrazioni locali e gestori delle strutture turistiche hanno responsabilità differenti, ma partecipano tutti alla costruzione di ambienti più sicuri.
Un’attenzione particolare riguarda anche le spiagge libere, dove sorveglianza e informazione possono essere organizzate diversamente rispetto agli arenili in concessione. La sfida è far arrivare la cultura della prevenzione anche in questi spazi.
Anche le strutture ricettive sono parte della prevenzione
La sicurezza non riguarda soltanto il mare, come abbiamo constatato dagli ultimi fatti di cronaca, ma anche le piscine di hotel, resort, campeggi e villaggi turistici fanno parte dell’offerta di molte strutture italiane e richiedono attenzione alla manutenzione degli impianti, alla segnalazione delle profondità e alle regole di utilizzo.
Per le imprese turistiche la prevenzione non rappresenta quindi soltanto il rispetto degli obblighi previsti dalle norme, ma una componente del servizio offerto agli ospiti.
Oggi iniziative di sensibilizzazione in tutta Italia
La Giornata mondiale viene accompagnata oggi da numerosi appuntamenti organizzati sul territorio italiano, con iniziative di sensibilizzazione, dimostrazioni di soccorso e attività informative dedicate alla sicurezza in acqua. Guardia Costiera, amministrazioni, associazioni e operatori del salvamento partecipano in diverse località alle attività rivolte anche a cittadini e turisti.
Portare la prevenzione direttamente sulle spiagge e nei luoghi di vacanza significa raggiungere le persone proprio dove il rischio può presentarsi e trasformare una ricorrenza internazionale in un’occasione concreta di informazione. Per un Paese nel quale mare, laghi e piscine sono una componente fondamentale dell’esperienza turistica, la sicurezza è parte integrante dell’accoglienza. Rendere una destinazione più sicura, significa anche renderla migliore per chi la sceglie.

