HomeLinee di Costa NewsConcessioni balneari, i Comuni accelerano sulle gare: Roma apre la strada

Concessioni balneari, i Comuni accelerano sulle gare: Roma apre la strada

Da Roma all’Emilia-Romagna, passando per Liguria e Campania, aumentano le amministrazioni che avviano le procedure per le nuove concessioni demaniali. Il caso di Ostia segna uno dei primi passaggi concreti, mentre il Governo non ha ancora pubblicato il bando-tipo annunciato entro la fine di luglio.

Dopo anni di rinvii, ricorsi e proroghe, le gare per le concessioni balneari stanno entrando nella fase operativa. In diverse parti d’Italia i Comuni hanno iniziato a predisporre o pubblicare i bandi per l’assegnazione degli arenili, anticipando un percorso che il Governo avrebbe dovuto accompagnare con il bando-tipo nazionale, annunciato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini entro la fine di luglio ma non ancora pubblicato.

Tra i casi più significativi c’è quello di Roma Capitale, che ha già bandito e assegnato 31 concessioni sul litorale di Ostia, avviando uno dei primi grandi processi di riorganizzazione del demanio marittimo dopo la riforma del settore.

Il TAR conferma l’impianto delle gare di Ostia

Nei giorni scorsi il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio si è pronunciato su un ricorso relativo alle modalità di valutazione delle offerte presentate per alcune concessioni. Pur accogliendo parzialmente alcune contestazioni riguardanti specifici criteri di valutazione, il TAR ha lasciato sostanzialmente invariato l’impianto complessivo della procedura, consentendo al percorso avviato dal Comune di Roma di proseguire.

Un passaggio considerato significativo perché rappresenta uno dei primi confronti giudiziari sulle nuove gare e offre indicazioni anche alle amministrazioni che stanno predisponendo procedure analoghe.

Non solo Roma: i Comuni iniziano a muoversi

Il caso di Ostia non è isolato, negli ultimi mesi anche altre amministrazioni hanno accelerato sul rinnovo delle concessioni demaniali, mentre alcune Regioni stanno definendo strumenti di supporto ai Comuni chiamati a gestire il passaggio alle nuove procedure.

In Emilia-Romagna, Liguria, Campania e in altri territori costieri sono in corso le attività preparatorie per i nuovi affidamenti, mentre prosegue il confronto sulle modalità di assegnazione degli spazi demaniali e sui criteri di selezione degli operatori. L’obiettivo è arrivare a procedure che garantiscano trasparenza, concorrenza e continuità dei servizi, in un quadro normativo ancora in evoluzione.

Il bando-tipo nazionale è ancora atteso

Il percorso dei Comuni procede però senza uno degli strumenti più attesi dagli operatori. Il ministro Matteo Salvini aveva indicato la fine di luglio come termine per la pubblicazione del bando-tipo nazionale, destinato a fornire un modello uniforme per le procedure di gara, ad oggi, però, il documento non è stato ancora reso pubblico.

L’assenza del bando-tipo sta costringendo molte amministrazioni a predisporre autonomamente la documentazione di gara, con il rischio di soluzioni differenti da territorio a territorio.

Il quadro europeo resta invariato

Sul piano giuridico, intanto, resta fermo quanto ribadito dalla Corte di giustizia dell’Unione europea con l’ordinanza del 10 luglio 2026 nella causa Balneari Rimini II. La Corte ha confermato che le concessioni devono essere assegnate attraverso procedure comparative quando ricorrono i presupposti previsti dalla direttiva servizi e ha chiarito che la valutazione della scarsità della risorsa naturale spetta alle autorità nazionali competenti, nel rispetto del diritto dell’Unione.

L’ordinanza non ha modificato il quadro normativo europeo, ma ha riacceso il dibattito sull’applicazione della direttiva e sul ruolo dello Stato nella valutazione della disponibilità delle coste.

Una fase decisiva per il turismo balneare

L’avvio delle gare da parte dei Comuni segna l’inizio di una fase che potrebbe ridisegnare il futuro del turismo balneare italiano. Dopo anni di incertezza normativa, le amministrazioni locali stanno iniziando a tradurre la riforma in procedure concrete, mentre resta aperta l’attesa per gli strumenti nazionali che dovranno uniformare i criteri di assegnazione.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se il Governo completerà il quadro con il bando-tipo annunciato e se il modello adottato dai primi Comuni diventerà un riferimento anche per il resto del Paese.