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Concessioni balneari, conto alla rovescia per il bando-tipo nazionale?

Il ministro Salvini annuncia gli ultimi ritocchi e punta alla definizione entro fine luglio. Intanto diversi Comuni hanno già avviato le procedure per le nuove concessioni.

Il bando-tipo nazionale per le concessioni balneari potrebbe arrivare entro pochi giorni. Dopo mesi di confronto tra Governo, enti territoriali e associazioni di categoria, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini indica ora una scadenza precisa: la fine di luglio.

«Vorrei uscire entro la fine del mese», ha dichiarato il ministro oggi 23 luglio, intervenendo a un convegno del SIB dedicato alla sicurezza della balneazione. Salvini ha spiegato che nei giorni scorsi si è tenuto un nuovo confronto e che sono in corso gli «ultimi ritocchi» al documento. Una dichiarazione che pare accorciare i tempi e portare il dossier delle concessioni demaniali marittime verso uno dei passaggi più attesi da Comuni e operatori balneari.

Il bando-tipo dovrà infatti fornire uno schema nazionale di riferimento per le procedure di assegnazione delle concessioni, con l’obiettivo di ridurre le differenze tra le modalità adottate dalle singole amministrazioni.

A che punto è il bando-tipo

Il percorso è iniziato formalmente nei mesi scorsi, ll 17 aprile il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva annunciato l’avvio del confronto con gli enti territoriali della Conferenza Unificata sul bando-tipo nazionale per l’assegnazione delle concessioni balneari a finalità turistico-ricreative, previsto dal decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32 e da allora si sono susseguiti incontri e approfondimenti tecnici.

L’ultimo aggiornamento ufficiale del MIT prima delle dichiarazioni di oggi risale al 13 luglio. Il Ministero ha comunicato che lo schema era stato predisposto nell’ambito dei gruppi di lavoro con gli enti territoriali e successivamente sottoposto alla consultazione delle associazioni di categoria. Il documento deve arrivare alla definizione definitiva dopo il vaglio politico della Conferenza Unificata.

La dichiarazione del ministro Salvini introduce quindi un elemento nuovo: l’obiettivo dichiarato di completare il percorso entro la fine del mese.

Cosa sappiamo con certezza

Su alcuni elementi il MIT si è già espresso ufficialmente, il bando-tipo nasce con l’obiettivo di costruire regole più uniformi per le procedure di assegnazione e di offrire maggiore certezza sia alle amministrazioni sia alle imprese.

Tra i temi indicati ufficialmente dal Ministero fin dall’avvio del confronto figurano i criteri di selezione, le modalità di valutazione delle offerte e gli indennizzi. Il MIT ha inoltre indicato tra gli obiettivi del percorso la trasparenza delle procedure, la parità di condizioni tra gli operatori e una maggiore omogeneità nell’applicazione delle regole sul territorio nazionale. Questi sono, al momento, i punti sui quali è possibile basarsi con certezza.

Le bozze e il testo definitivo

Nelle ultime settimane sono circolate anticipazioni più dettagliate sui possibili contenuti del modello nazionale, dalla durata delle concessioni ai criteri attraverso i quali valutare le offerte, fino agli investimenti e alla tutela occupazionale.

Si tratta di elementi importanti, sui quali il confronto tra Governo, amministrazioni territoriali e rappresentanti del settore è stato intenso, ma prima dell’approvazione del documento definitivo, è necessario distinguere tra le anticipazioni contenute nelle bozze e le disposizioni che entreranno effettivamente nello schema nazionale. La fine di luglio diventa proprio per questo una scadenza decisiva: consentirà di capire quali delle soluzioni discusse negli ultimi mesi saranno confermate nella versione finale.

Intanto i Comuni hanno già cominciato a muoversi

L’attesa del modello nazionale non ha impedito alle amministrazioni locali di avviare proprie procedure. Uno dei casi più recenti è quello di Carrara, dove il Comune ha pubblicato gli avvisi per l’affidamento di concessioni demaniali marittime relative a tre stabilimenti balneari e a un’attività di intrattenimento sul litorale di Marina di Carrara.

Le procedure riguardano Doride, Lido Leda, Lunezia e Swamp e prevedono concessioni della durata di vent’anni. Il caso è significativo non perché Carrara rappresenti necessariamente il modello che sarà seguito nel resto d’Italia, ma per il motivo opposto: mostra cosa sta accadendo mentre il quadro nazionale è ancora in fase di definizione.

Alcuni enti locali si trovano già nella condizione di dover gestire procedure concrete, mentre attendono lo strumento che dovrebbe offrire criteri più omogenei a livello nazionale.

Il ruolo decisivo di Comuni e Regioni

Il bando-tipo non significherà la pubblicazione di un’unica gara nazionale per tutte le spiagge italiane. La gestione delle procedure continuerà a coinvolgere le amministrazioni competenti sui territori, chiamate ad applicare la disciplina alle singole concessioni tenendo conto delle caratteristiche locali.

Ed è proprio per questo che il confronto con Regioni ed enti locali è diventato uno dei passaggi centrali nella costruzione del documento. Le coste italiane presentano realtà profondamente differenti: grandi destinazioni balneari, piccoli Comuni costieri, arenili con elevata presenza di stabilimenti, tratti con una maggiore quota di spiaggia libera e territori nei quali le attività balneari rappresentano una componente determinante dell’economia locale.

L’obiettivo del bando-tipo sarà quindi trovare un equilibrio tra criteri comuni e applicazione territoriale.

La prossima scadenza è il 31 luglio?

Dopo anni di contenziosi, proroghe e incertezza normativa, la questione delle concessioni balneari entra ora in una fase particolarmente delicata. Per gli operatori significa capire con quali criteri verranno valutate le future domande e come saranno considerati investimenti e attività esistenti.

Per i Comuni significa poter disporre di uno schema nazionale con il quale impostare procedure che dovranno essere trasparenti e coerenti con il nuovo quadro normativo. Per le destinazioni costiere, infine, significa iniziare a capire quale sarà l’assetto futuro di una parte fondamentale della propria offerta turistica.

La dichiarazione di Salvini, resta tale e non equivale ancora alla pubblicazione del bando-tipo perchè il documento deve completare il proprio percorso e soltanto il testo definitivo permetterà di conoscere con precisione tutte le regole.