HomeLinee di Costa NewsTurismo balneare, un settore da oltre 28 miliardi: la sfida ora è...

Turismo balneare, un settore da oltre 28 miliardi: la sfida ora è innovare

Il turismo del mare continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia italiana. Ma sostenibilità, digitalizzazione, nuovi target e qualità dei servizi saranno decisivi per mantenere competitiva l’offerta delle spiagge italiane.

Le spiagge italiane continuano a essere uno dei simboli più riconoscibili del turismo nazionale. Ma dietro ombrelloni, stabilimenti e lungomari si muove un comparto economico che vale molto più di una semplice vacanza estiva.

Secondo uno studio di PwC Italia, il turismo balneare genera oggi 28,3 miliardi di euro di valore aggiunto, di cui 23,8 miliardi derivano dalle attività di alloggio e ristorazione e 4,5 miliardi dai servizi sportivi e ricreativi collegati al mare. Un sistema che produce inoltre un importante effetto sull’economia: per ogni euro generato direttamente dalla filiera, se ne attivano 1,9 nell’economia reale, grazie alle ricadute su commercio, servizi, trasporti e occupazione.

Numeri che confermano il ruolo strategico del turismo balneare per il Paese, ma che evidenziano anche la necessità di affrontare una nuova fase di sviluppo.

Un patrimonio che va oltre gli stabilimenti

L’Italia dispone di circa 3.400 chilometri di spiagge attrezzate, pari a circa il 41% dell’intero litorale nazionale, con 7.352 stabilimenti balneari distribuiti lungo le coste. In alcune regioni, come Liguria, Emilia-Romagna e Campania, le strutture occupano fino al 70% delle spiagge disponibili, segno di un’offerta fortemente organizzata e consolidata.

Nel 2024 le località balneari italiane hanno accolto quasi 42 milioni di turisti, confermando il mare come la principale motivazione di viaggio durante l’estate.

La qualità come risposta alla competizione

Le rilevazioni di PwC mostrano come gli italiani continuino a prestare grande attenzione al budget destinato alle vacanze. Per l’estate 2025 la spesa media prevista per una vacanza balneare era di 1.204 euro, mentre oltre un terzo degli intervistati dichiarava un budget inferiore ai 500 euro.

Tra i cambiamenti destinati a incidere maggiormente nei prossimi anni c’è anche l’evoluzione demografica.

Le proiezioni indicano che entro il 2080 la popolazione italiana con almeno 65 anni potrebbe arrivare a rappresentare il 36% del totale, rispetto a circa un quarto della popolazione attuale. Già oggi gli over 65 generano il 14,7% dei viaggi turistici, mentre la fascia compresa tra i 45 e i 55 anni pesa per circa il 19%.

Per il turismo balneare questo significa ripensare parte dell’offerta, sviluppando servizi dedicati al benessere, all’accessibilità, ai soggiorni di lunga durata e ai viaggi multigenerazionali che coinvolgono nonni e nipoti. Un segmento che, secondo gli operatori, potrebbe contribuire anche alla destagionalizzazione delle destinazioni costiere.

Sostenibilità e digitale non sono più opzionali

Anche la sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle scelte dei viaggiatori.

Secondo lo studio, il 64% dei turisti italiani considera gli aspetti ambientali un elemento importante nella scelta della destinazione, quota che sale al 71% tra gli under 35. A livello internazionale, inoltre, il 44% dei viaggiatori con maggiore capacità di spesa dichiara di essere disposto a spendere fino al 10% in più per vacanze che contribuiscano alla tutela dell’ambiente.

Accanto alla sostenibilità emerge anche il tema della trasformazione digitale.

Attualmente soltanto il 35% degli stabilimenti balneari italiani consente la prenotazione online, mentre il comportamento dei viaggiatori evolve rapidamente. A livello globale il 75% si ispira ai social media nella scelta delle destinazioni e il 62% ha già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per organizzare o prenotare un viaggio.

L’AI viene utilizzata soprattutto per creare itinerari personalizzati, individuare strutture ricettive, ricevere suggerimenti sulle attività e, sempre più spesso, evitare destinazioni percepite come troppo affollate.

La competitività passa dalla capacità di evolvere

Le spiagge italiane continuano a rappresentare uno degli asset più importanti del turismo nazionale, ma il mercato sta cambiando rapidamente. La concorrenza internazionale, le nuove aspettative dei viaggiatori e l’evoluzione tecnologica impongono una riflessione che va oltre la semplice gestione degli stabilimenti.

Innovazione, sostenibilità, qualità dei servizi, formazione imprenditoriale e capacità di interpretare nuovi segmenti di domanda saranno sempre più determinanti per mantenere competitivo un comparto che oggi vale oltre 28 miliardi di euro e che continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia turistica italiana.