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Staff House: le agevolazioni destinate a 85 imprese turistiche

Due nuovi elenchi rendono definitive le agevolazioni destinate a 85 imprese turistiche. Oltre 10 milioni finanziano interventi sugli immobili e 13,4 milioni sostengono gli affitti agevolati. Dai documenti, però, non emerge ancora una mappa completa degli alloggi e dei posti letto.

Il programma Staff House compie un nuovo passo, trasformando in assegnazioni definitive oltre 23,4 milioni di euro destinati agli alloggi per i lavoratori del turismo. Il Ministero del Turismo ha pubblicato il secondo elenco relativo agli investimenti per creare e riqualificare gli immobili e il terzo elenco riguardante i contributi per sostenere i costi di locazione. Complessivamente, i due provvedimenti interessano 85 imprese.

Non si tratta semplicemente di nuove domande accolte, i decreti rendono definitive agevolazioni già assegnate in via provvisoria, dopo il completamento dei controlli sui requisiti delle imprese, sulla regolarità contributiva, sugli aiuti di Stato e, quando previsto, sulla documentazione antimafia.

Oltre 10 milioni per costruire e riqualificare

Il secondo elenco del Titolo II comprende 20 beneficiari e riconosce contributi per 10.097.457,93 euro. Gli interventi ammessi presentano un valore complessivo superiore a 20,2 milioni di euro quindi le risorse pubbliche coprono, nel complesso, circa la metà degli investimenti approvati. Questa parte del programma finanzia la creazione, la riqualificazione e l’ammodernamento degli alloggi destinati ai dipendenti delle imprese turistiche. Può comprendere il recupero di immobili già esistenti, lavori edilizi e interventi necessari a rendere gli spazi abitabili e funzionali.

Il contributo più consistente del nuovo elenco è quello riconosciuto a Felco Divisione Turistica, pari a poco più di un milione di euro. Seguono Salsomaggiore Terme & Resort, con circa 909 mila euro, Hotel Lamm, con quasi 864 mila euro, e Terme di Saturnia, con oltre 739 mila euro. Tra gli altri beneficiari figurano Autentic Adler, Diano Servizi Immobiliari, Hotel Rainer, Tofana, Das Gerstl e Notre Maison di Cogne. Le denominazioni delle imprese mostrano il coinvolgimento di realtà alberghiere legate soprattutto alle località montane, termali e di villeggiatura, ma non sono sufficienti per ricostruire con precisione la posizione degli immobili interessati.

Altri 13,4 milioni per sostenere gli affitti

Il Titolo III segue una strada differente. In questo caso le risorse non finanziano i lavori sugli immobili, ma aiutano le imprese a sostenere i canoni degli alloggi messi a disposizione dei dipendenti a condizioni agevolate. Il terzo elenco comprende 65 imprese e assegna definitivamente 13.367.035,92 euro, mentre la somma più elevata, superiore a 2,5 milioni di euro, è destinata a Terme di Saturnia. Seguono Stroblhof Lago di Garda, con poco più di un milione, Relais Borgo Santo Pietro, con circa 812 mila euro, e HSS, con quasi 790 mila euro.

Nell’elenco compaiono inoltre Club Med, Falkensteiner Hotels Suedtirol, Rocco Forte & Family Rome, YellowSquare Roma, Compagnia Alberghiera delle Eolie, Hotel Lago di Braies e Rimini Vacanze, alla quale sono stati riconosciuti 232 mila euro. Le imprese beneficiarie rinviano dunque a contesti turistici molto diversi: città d’arte, coste, isole, laghi, terme e località alpine. Anche in questo caso, tuttavia, il nome dell’azienda non permette sempre di stabilire dove si trovi l’alloggio finanziato o in quale destinazione saranno ospitati i lavoratori.

La mappa degli alloggi resta incompleta

I nuovi elenchi consentono di sapere quali imprese hanno ottenuto definitivamente le agevolazioni e quale importo è stato riconosciuto. Non indicano però, per ciascun intervento, il Comune nel quale si trovano gli immobili, il numero degli appartamenti coinvolti, i posti letto disponibili e i tempi previsti per la loro attivazione. Manca anche un dato essenziale per valutare l’effetto concreto della misura: quante persone potranno essere ospitate grazie a queste specifiche assegnazioni.

Il Ministero aveva comunicato, in occasione dei primi risultati del programma, una previsione di 3.566 nuovi posti letto per gli investimenti edilizi e una capacità potenziale superiore a 60 mila posti sostenuti attraverso gli affitti agevolati. Questi numeri riguardano però il quadro generale della misura e non possono essere attribuiti automaticamente alle sole 85 imprese inserite nei due elenchi del 6 ottobre.

Per costruire una vera mappa nazionale delle Staff House servirebbero quindi dati più dettagliati: indirizzo o almeno Comune dell’intervento, numero di posti disponibili, durata del vincolo, tempi di apertura e condizioni economiche applicate ai dipendenti.

La casa è diventata una questione occupazionale

Il programma interviene su uno dei problemi più concreti del lavoro turistico, nelle destinazioni con un’elevata pressione immobiliare, trovare una stanza per pochi mesi può essere difficile oppure troppo costoso rispetto alla retribuzione proposta. Il problema riguarda le località balneari e montane, ma anche le città d’arte e i territori nei quali gli affitti brevi riducono la disponibilità di abitazioni per residenti e lavoratori. Un’impresa può avere bisogno di personale e, nello stesso tempo, non riuscire ad assumerlo perché il candidato non trova una sistemazione sostenibile.

In questo contesto, l’alloggio non rappresenta più soltanto un beneficio aggiuntivo. Diventa una componente dell’offerta di lavoro e uno strumento per attirare e trattenere cuochi, camerieri, addetti ai piani, manutentori e personale di accoglienza. Per le imprese, disporre di abitazioni vicine al luogo di lavoro può ridurre le rinunce e il ricambio continuo del personale. Per i dipendenti significa evitare che una parte eccessiva dello stipendio venga assorbita dall’affitto. Per le destinazioni, infine, può tradursi in una maggiore continuità dei servizi e in una migliore qualità dell’accoglienza.

Dai finanziamenti ai risultati

I nuovi decreti segnano il passaggio necessario dalle assegnazioni provvisorie a quelle definitive. Ma il risultato del programma non potrà essere misurato soltanto attraverso le risorse concesse. La domanda decisiva è quante abitazioni saranno realmente recuperate o affittate, dove si troveranno e a quali condizioni verranno offerte ai lavoratori.

I 23,46 milioni ora assegnati rappresentano un investimento importante e per capire se riusciranno davvero ad alleggerire l’emergenza abitativa del lavoro turistico servirà però un livello ulteriore di trasparenza come una mappa pubblica degli interventi, accompagnata dal numero degli alloggi, dei posti letto e dei dipendenti effettivamente ospitati.