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Dal set alla tavola: film e serie fanno viaggiare il turismo del gusto

Il set-jetting incontra l’enogastronomia: quasi tre viaggiatori italiani su dieci dichiarano di essere stati influenzati da film e serie nella scelta di mete o esperienze legate al cibo. Per i territori nasce una nuova opportunità di promozione.

Prima si guarda una serie. Poi si cerca dove è stata girata. Infine si prenota un viaggio e, una volta arrivati, si scoprono ristoranti, vini e prodotti di quel territorio. È il set-jetting, il fenomeno che trasforma le location viste sullo schermo in destinazioni di viaggio e che sta iniziando a intrecciarsi sempre di più con il turismo enogastronomico.

A fotografare la tendenza è il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025, curato da Roberta Garibaldi. Secondo i dati riportati, il 29% dei viaggiatori italiani dichiara di essere stato influenzato da film e serie televisive nella scelta della destinazione o delle esperienze enogastronomiche da vivere durante il viaggio, con un aumento di quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Quando una location diventa una destinazione

Il fenomeno non nasce oggi. Cinema e televisione hanno contribuito per decenni alla costruzione dell’immaginario di città e territori. A cambiare è la possibilità di trasformare rapidamente quell’immaginario in un’esperienza acquistabile. Una location può diventare il punto di partenza di un itinerario che comprende cantine, ristoranti, prodotti tipici, mercati e aziende agricole.

In Italia territori come Chianti, Montepulciano ed Etna rappresentano esempi particolarmente interessanti dell’incontro tra paesaggio cinematografico ed enogastronomia. Il turista non cerca necessariamente soltanto il luogo preciso nel quale è stata girata una scena. Una volta arrivato vuole entrare nell’atmosfera che ha conosciuto attraverso lo schermo, e il cibo è uno degli strumenti più immediati per farlo.

Dallo schermo all’esperienza

Il Rapporto evidenzia come film e produzioni televisive stiano acquisendo un peso crescente nel processo di ispirazione al viaggio. La tendenza non riguarda più esclusivamente i più giovani. Le differenze tra le generazioni risultano contenute, segnale di un fenomeno ormai più trasversale.

Per le destinazioni italiane questa evoluzione apre una possibilità interessante. Un territorio utilizzato come set può costruire attorno alla notorietà cinematografica un’offerta più ampia: itinerari, degustazioni, visite ai produttori, ristorazione e racconto delle tradizioni locali. In questo modo la produzione audiovisiva non genera soltanto visibilità, ma può diventare una porta d’ingresso verso l’economia turistica del territorio.

Il cibo prolunga il viaggio oltre il set

Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante per l’Italia: una location cinematografica può attirare il visitatore e l’enogastronomia può convincerlo a fermarsi, esplorare e spendere sul territorio. Il viaggio ispirato da un film o da una serie può così uscire dai confini del set e coinvolgere ristoratori, produttori, cantine, guide e attività locali.

La sfida per le destinazioni sarà trasformare una notorietà spesso improvvisa in prodotti turistici organizzati e capaci di durare nel tempo. Perché una scena può far nascere il desiderio di partire, ma una volta arrivati, sono anche i sapori, le persone e le esperienze del territorio a trasformare quella curiosità in un vero viaggio.