Parte dalla Puglia la seconda edizione di “Lo Psicologo in Spiaggia”, il progetto che porta incontri gratuiti dedicati all’ascolto e alla divulgazione in dieci località italiane.
Non si tratta di psicoterapia né di attività clinica, ma di un’iniziativa che racconta anche l’evoluzione delle spiagge: da luoghi dedicati esclusivamente alla balneazione a spazi capaci di ospitare esperienze culturali, educative e di benessere.
Per decenni gli stabilimenti balneari hanno significato lettini, ombrelloni e servizi tradizionali. Oggi invece molte spiagge italiane stanno ampliando la propria offerta con iniziative dedicate al benessere della persona, trasformando il tempo trascorso al mare in un’esperienza che va oltre la semplice vacanza.
È all’interno di questa trasformazione che si inserisce “Lo Psicologo in Spiaggia”, l’iniziativa ideata dallo psicologo Alessandro Iacubino, tornata nell’estate 2026 con una seconda edizione distribuita in dieci località balneari italiane. Il tour è partito il 14 luglio dalla Puglia e propone incontri gratuiti aperti a cittadini e turisti, portando i temi del benessere psicologico fuori dagli studi professionali e dentro uno dei luoghi più frequentati durante l’estate.
Non è psicoterapia sotto l’ombrellone
L’immagine dello psicologo in spiaggia può incuriosire, ma è necessario chiarire subito la natura del progetto. Gli appuntamenti non sono sedute terapeutiche, non prevedono diagnosi, non costituiscono consulenze cliniche e non sostituiscono un percorso di psicoterapia.
Gli organizzatori li descrivono come occasioni di ascolto, orientamento, confronto e divulgazione, pensate per avvicinare le persone ai temi del benessere emotivo in un ambiente informale e accessibile. L’obiettivo è contribuire a ridurre i pregiudizi che ancora accompagnano la salute mentale e creare occasioni nelle quali sia possibile parlarne, senza che il primo contatto debba necessariamente avvenire all’interno di uno studio.
“Il benessere psicologico non è mai fuori stagione. Incontrare le persone, creare occasioni di confronto e divulgazione significa contribuire ad abbattere lo stigma che ancora accompagna il tema della salute mentale. Parlare di benessere psicologico nei luoghi della quotidianità vuol dire renderlo più vicino, accessibile e normale”, ha spiegato Iacubino presentando l’iniziativa.
La spiaggia diventa uno spazio multifunzionale
La presenza di uno psicologo tra ombrelloni e stabilimenti non rappresenta soltanto una formula insolita per parlare di benessere. Racconta anche il modo in cui sta cambiando la funzione delle spiagge organizzate. Sempre più spesso il lido non è soltanto il luogo nel quale affittare una postazione e trascorrere alcune ore al sole, ma uno spazio vissuto durante l’intera giornata, nel quale possono trovare posto attività differenti.
Lezioni di yoga o pilates, iniziative dedicate alla meditazione, educazione ambientale, presentazioni di libri, piccoli concerti e incontri divulgativi ampliano progressivamente il concetto di servizio balneare. Non tutte le strutture propongono la stessa offerta e non esiste un modello unico, la tendenza, però, è quella di affiancare ai servizi materiali anche esperienze capaci di coinvolgere il visitatore e di intercettare interessi diversi.
“Lo Psicologo in Spiaggia” si inserisce in questo scenario come un esempio particolare: non trasforma il lido in un luogo di cura, ma utilizza la sua accessibilità per creare un momento di informazione, di valore e confronto.
Arriva anche “Lo Psicologo sotto le Stelle”
Questa seconda edizione introduce inoltre una nuova formula destinata alle ore serali. Da agosto, il progetto proseguirà con “Lo Psicologo sotto le Stelle”, una serie di incontri pensati per portare il dialogo sul benessere anche dopo il tramonto, in un’atmosfera più raccolta e in orari accessibili a chi durante il giorno lavora o non può partecipare agli appuntamenti in spiaggia.
Anche in questo caso il format mantiene una funzione divulgativa e di sensibilizzazione. Il passaggio dalla spiaggia diurna agli incontri serali mostra però come gli spazi legati al turismo possano essere utilizzati in maniera più flessibile, estendendo attività e occasioni di socialità oltre gli orari tradizionali della balneazione.
Il legame con “Diritto a Stare Bene”
Il tour sostiene la campagna nazionale “Diritto a Stare Bene”, promotrice di una proposta di legge di iniziativa popolare per la costruzione di una rete pubblica di assistenza psicologica gratuita, continuativa e diffusa sul territorio. La proposta è stata depositata in Senato dopo la raccolta di oltre 70 mila firme e punta a rafforzare la presenza dei servizi psicologici nei luoghi della vita quotidiana, tra cui scuole, ambienti di lavoro, strutture sanitarie, carceri e contesti sportivi.
Il collegamento con la campagna non cambia la natura degli incontri estivi: il tour non offre un’alternativa alla presa in carico professionale, ma utilizza le località di vacanza come luoghi nei quali promuovere informazione e consapevolezza.
Il turista sceglie anche le esperienze
Sempre più spesso una destinazione balneare non viene valutata soltanto per la qualità del mare, la spiaggia o il livello delle strutture ricettive. A incidere sull’esperienza sono anche i servizi disponibili, le attività proposte durante il soggiorno e la capacità del territorio di offrire occasioni che vadano oltre la balneazione.
Gli stabilimenti diventano così spazi multifunzionali nei quali possono convivere sport, cultura, educazione ambientale, intrattenimento e benessere. Non si tratta di sostituire il mare, che resta il principale motivo della vacanza, ma di arricchire il tempo trascorso sulla costa e rispondere a esigenze sempre più diversificate.
In questo contesto “Lo Psicologo in Spiaggia” non è il centro della trasformazione, ma uno dei suoi segnali: dimostra come anche un tema tradizionalmente associato a luoghi riservati possa entrare, con limiti chiaramente definiti, negli spazi quotidiani della vacanza.
Il mare resta il protagonista dell’estate. Attorno all’ombrellone, però, stanno nascendo nuovi modi di vivere il soggiorno ed è il segnale di un turismo balneare che continua a evolversi insieme alle esigenze dei viaggiatori.
Fonte foto: Alessandro Iacubino

