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Pesca e acquacoltura, 10 milioni di prestiti a tasso zero: apre lo sportello ISMEA

La misura sostiene la liquidità delle piccole e medie imprese ittiche, ma non prevede contributi a fondo perduto.

Dal 20 ottobre 2026, le imprese della pesca e dell’acquacoltura possono inviare la domanda definitiva per accedere alla Cambiale Azzurra, lo strumento promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e gestito da ISMEA. Lo sportello telematico è stato aperto alle ore 12 e resterà attivo fino alle 12 del 30 ottobre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La dotazione complessiva è di 10 milioni di euro. Le domande saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino alla disponibilità dei fondi.

La fase di accreditamento, compilazione e preconvalida era già iniziata il 13 ottobre, ISMEA precisa però che la preconvalida non determina alcuna priorità: a fare fede sono la data e l’ora della convalida definitiva della domanda.

Chi può chiedere il finanziamento

La Cambiale Azzurra è riservata alle piccole e medie imprese attive nella pesca e nell’acquacoltura, con ricavi registrati nel 2025. L’impresa deve essere iscritta al Registro delle imprese come impresa ittica, possedere uno dei codici ATECO indicati nel prospetto ISMEA e aver avviato l’attività oggetto della richiesta entro il 1° gennaio 2024.

Non si tratta quindi di una misura aperta a tutte le attività che operano sul mare o nella filiera alimentare. I beneficiari diretti sono le imprese che svolgono attività di pesca o acquacoltura e che rispettano i requisiti amministrativi, economici e contributivi previsti dal programma.

Importi e modalità di rimborso

Il finanziamento può avere un importo compreso fra 3.000 e 20.000 euro, comunque entro il limite del 50% dei ricavi risultanti dall’ultima dichiarazione fiscale disponibile. Per le imprese della pesca e le cooperative armatoriali con più imbarcazioni, il limite può arrivare a 20.000 euro per ciascuna imbarcazione, con un tetto complessivo di 60.000 euro. Per le imprese dell’acquacoltura, invece, il massimo resta fissato a 20.000 euro per impresa.

La durata è di cinque anni, con due anni di preammortamento. Il rimborso avviene successivamente attraverso dodici rate trimestrali costanti; la prima scadenza è fissata a 27 mesi dall’erogazione del prestito. Il tasso è pari a zero perché gli interessi vengono abbattuti attraverso un aiuto in regime de minimis. Il capitale ricevuto, però, deve essere restituito perchè la Cambiale Azzurra non è un contributo a fondo perduto.

Una misura di liquidità, non un incentivo turistico

L’obiettivo dichiarato è sostenere la conduzione ordinaria dell’impresa e tutti i processi legati al ciclo produttivo. La misura non finanzia direttamente campagne di promozione turistica, strutture ricettive o servizi per i visitatori.

Il collegamento con il turismo è però evidente in molti territori costieri in quanto la pesca contribuisce a mantenere attivi porti, mercati ittici, filiere locali e produzioni gastronomiche che fanno parte dell’identità delle destinazioni. Quando un’attività di pesca riesce a proseguire il proprio lavoro, a beneficiarne indirettamente possono essere anche la ristorazione, il commercio locale e l’immagine di un territorio marittimo.

Questo effetto, tuttavia, non è automatico e non trasforma la Cambiale Azzurra in un finanziamento turistico, le risorse sono destinate alle imprese ittiche e servono innanzitutto a garantire continuità produttiva.

La domanda sulle piccole imprese

Il punto più interessante riguarda l’adeguatezza degli importi. Per una piccola impresa, un prestito fino a 20.000 euro può rappresentare una boccata d’ossigeno per la gestione corrente. Non è invece uno strumento pensato per affrontare investimenti strutturali o rinnovare radicalmente un’attività.

Anche il limite collegato ai ricavi può ridurre l’importo effettivamente ottenibile dalle imprese con fatturati contenuti. Per le cooperative armatoriali, il tetto più alto legato al numero di imbarcazioni amplia la possibilità di intervento, ma resta comunque vincolato sia al limite dei 60.000 euro sia alla disponibilità delle risorse.

ISMEA prevede di concludere l’istruttoria entro 60 giorni dalla chiusura dello sportello, in caso di ammissione, il prestito sarà erogato dopo la firma del contratto e della prima cambiale. La Cambiale Azzurra nasce quindi come uno strumento rapido di sostegno alla liquidità. Per i territori costieri, la sua utilità si misurerà anche nella capacità di mantenere vive quelle attività produttive che, pur non essendo turistiche in senso stretto, contribuiscono a rendere riconoscibile l’economia e la cultura del mare.