Dal 4 settembre al 31 ottobre torna visitabile la tomba monumentale di Caio Cestio. Dopo gli interventi finanziati dal PNRR, il pubblico troverà una nuova illuminazione, percorsi più accessibili e strumenti per comprendere meglio uno dei luoghi più insoliti della capitale.
Migliaia di persone la osservano ogni giorno passando tra Porta San Paolo e il quartiere Ostiense, ma poche hanno avuto l’occasione di entrare nella sua camera funeraria. Dal 4 settembre la Piramide Cestia torna ad accogliere il pubblico con un ciclo di visite gratuite, al termine degli interventi di restauro e valorizzazione promossi dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito del PNRR – Caput Mundi.
Non sarà un’apertura quotidiana, ma le visite si svolgeranno in date prestabilite, fino al 31 ottobre e richiederanno la prenotazione obbligatoria. Il programma comprende appuntamenti pomeridiani, aperture serali con guida e due giornate speciali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
Nuova luce sulla Piramide e sui suoi affreschi
I lavori hanno interessato diversi aspetti dell’esperienza di visita, è stata messa in sicurezza la scalinata di accesso, mentre il giardino è stato sottoposto a un riordino botanico accompagnato dalla ricognizione e dal monitoraggio delle specie presenti. Inoltre, il monumento dispone ora di un nuovo impianto di illuminazione, progettato per rendere più leggibili sia la struttura architettonica sia gli affreschi conservati nella camera funeraria. Sono stati realizzati anche pannelli didattici e di accoglienza e un percorso destinato a migliorare l’accessibilità del sito.
L’obiettivo non è soltanto mostrare la Piramide sotto una luce diversa, ma aiutare il visitatore a comprenderne la funzione originaria e il rapporto con la città e proprio per questo tutti gli interventi sono stati concepiti cercando di rispettare l’identità storica del monumento e di non alterarne la percezione.
La tomba romana ispirata all’Egitto
La Piramide Cestia fu costruita come sepolcro di Caio Cestio, magistrato romano e componente del collegio dei Septemviri Epulones. Secondo quanto ricorda la Soprintendenza Speciale di Roma, l’opera venne completata in 330 giorni, nel rispetto delle disposizioni testamentarie del proprietario. La sua conformazione racconta la diffusione a Roma del gusto per l’Egitto dopo la battaglia di Azio del 31 avanti Cristo, periodo in cui elementi artistici e architettonici ispirati al mondo egizio divennero particolarmente apprezzati dalle élite romane.
La Piramide è l’unico monumento funerario di questo genere arrivato fino a noi nella capitale. La sua conservazione fu favorita dall’inclusione all’interno delle Mura Aureliane, costruite nel III secolo dopo Cristo e ciò che era nato come una tomba privata diventò così parte del sistema difensivo della città. All’interno si trova una camera funeraria decorata con pitture, raggiungibile attraverso un cunicolo stretto. Proprio per le caratteristiche dell’accesso, la Soprintendenza invita i visitatori a procedere uno alla volta, abbassando il capo e seguendo le indicazioni del personale.
Il calendario delle visite gratuite
Le aperture serali con visita guidata sono previste il 4, 11, 18 e 25 settembre, con ingressi alle 19, alle 20 e alle 21. Ogni turno dura circa 45 minuti e può accogliere un massimo di 30 partecipanti.
Sabato 26 e domenica 27 settembre, per le Giornate Europee del Patrimonio, sono in programma visite libere dalle 10 alle 16, con partenze ogni ora e gruppi fino a 50 persone.
Le aperture pomeridiane si terranno invece il 5, 12 e 19 settembre e il 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre. Gli ingressi saranno alle 16.30, alle 17.30 e alle 18.30. Anche queste visite saranno gratuite e senza guida, con una durata indicativa di 45 minuti.
Tutti gli appuntamenti devono essere prenotati in anticipo attraverso i collegamenti pubblicati nella pagina ufficiale con il calendario completo. L’ingresso si trova in via Raffaele Persichetti ed è consigliato presentarsi almeno dieci minuti prima dell’orario scelto.
Un itinerario diverso nella Roma antica
La riapertura offre ai viaggiatori la possibilità di scoprire una Roma meno prevedibile, fuori dal circuito più frequentato che unisce Colosseo, Fori imperiali e centro storico.
La visita può diventare il punto di partenza di un percorso nel quartiere: accanto alla Piramide si trovano Porta San Paolo, anticamente chiamata Porta Ostiense, e il Cimitero Acattolico, luogo nel quale riposano, tra gli altri, John Keats e Percy Bysshe Shelley. Poco più avanti cominciano Ostiense e Testaccio, territori nei quali archeologia industriale, memoria popolare e nuovi spazi culturali convivono.
La Piramide Cestia non è dunque soltanto una curiosità architettonica nel paesaggio urbano. Il nuovo ciclo di aperture restituisce alla città e ai suoi visitatori un monumento capace di raccontare l’incontro tra Roma e l’Egitto e di ampliare la geografia turistica della capitale oltre i suoi luoghi più conosciuti.

