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Padellata dell’Amicizia, a Punta Grande la festa che unisce spiaggia, sapori e comunità

Una padella di due metri, 600 chili di gamberi e decine di volontari: vicino alla Scala dei Turchi, la famiglia Cinquemani rinnova una tradizione nata per ringraziare il territorio. Un appuntamento gratuito che richiama fino a quattromila persone e racconta un modo autentico di fare accoglienza.

Quando la stagione estiva si avvicina alla conclusione, sulla spiaggia di Punta Grande si accende un fuoco diverso da quelli che accompagnano le serate al mare. Al centro viene sistemata una padella di ferro del diametro di due metri, intorno alla quale cominciano a muoversi volontari, residenti e operatori della zona.

È la Padellata dell’Amicizia, la manifestazione organizzata dal Lido Maragià a Realmonte, in provincia di Agrigento, lungo il tratto di costa che conduce alla Scala dei Turchi. L’evento, arrivato nel 2026 alla quindicesima edizione, nasce però prima di tutto dalla comunità che circonda lo stabilimento.

A raccontarne la storia è Giuseppe Cinquemani, titolare del Lido Maragià e promotore dell’iniziativa insieme alla sua famiglia: «È nata dal desiderio di ringraziare tutto il circondario per la collaborazione e il sostegno ricevuti durante la stagione lavorativa», spiega, ma dietro la festa c’è anche la volontà di recuperare usanze che appartenevano alla spiaggia di Punta Grande già prima dell’apertura delle strutture balneari Maragià e Majata Beach.

Una padella costruita dal vicinato

Anche il simbolo della manifestazione racconta la sua origine collettiva, la grande padella di ferro è stata donata da un vicino e materialmente realizzata da un’altra persona del posto, quindi un oggetto nato nel quartiere e diventato, anno dopo anno, il centro della festa. Come ci racconta Cinquemani, nella padella vengono versati circa 250 litri di olio e fritti fino a 600 chilogrammi di gamberi, successivamente distribuiti gratuitamente ai partecipanti.

A occuparsi della preparazione e del servizio sono i volontari del vicinato, che con il tempo hanno acquisito un nome tutto loro: i “padellari”. Non sono semplici addetti alla distribuzione, ma una parte riconoscibile dell’evento, incaricata di custodirne gesti, organizzazione e spirito.

La manifestazione è sostenuta economicamente dalla famiglia Cinquemani e rimane aperta gratuitamente a tutti e alla degustazione si affiancano musica dal vivo o dj set, spettacoli, animazione e un’area dedicata ai bambini.

Una festa che lascia spazio alla solidarietà

La Padellata dell’Amicizia non si limita alla distribuzione dei gamberi, ma nel corso degli anni è stato creato anche uno spazio dedicato alla beneficenza, nel quale vengono raccolte offerte libere destinate a progetti sociali. L’edizione 2026 ha assunto un significato particolare perché dedicata alla memoria di Paolo Ficarra, imprenditore e storico “padellaro” legato alla comunità di Punta Grande, scomparso prematuramente nel mese di luglio.

Le donazioni raccolte sono state destinate al progetto del Lions Club “Ti dono un sorriso”, dedicato a capelli, parrucche e turbanti per pazienti oncologici, e al Centro antiviolenza Gloria di Favara. La festa diventa così anche un modo per trasformare la partecipazione in un aiuto concreto.

Il ritorno dei bambini sulla spiaggia di sera

Tra i risultati più importanti, Cinquemani non indica i numeri raggiunti o la quantità di gamberi distribuiti, parla invece dei bambini tornati a vivere la spiaggia anche dopo il tramonto: «La cosa più bella che abbiamo notato negli anni è il riavvicinamento di tanti bambini alla spiaggia di sera: camminano a piedi nudi e fanno il bagno. La viviamo come una sorta di Ferragosto privato», racconta.

Un “Ferragosto privato” diventato nel tempo un appuntamento da tremila o quattromila presenze, capace di richiamare residenti, famiglie e turisti dove le dimensioni sono ormai quelle di un grande evento, ma l’organizzazione continua a poggiare sulle relazioni del vicinato e sul lavoro dei volontari.

Quando una tradizione diventa esperienza turistica

A pochi passi da uno dei luoghi più conosciuti della Sicilia, la Padellata dell’Amicizia mostra come il turismo possa incontrare una comunità senza limitarsi alla visita di un’attrazione. Chi raggiunge Punta Grande non trova soltanto una degustazione gratuita, ma entra in contatto con un rito costruito dagli abitanti: la padella donata da un vicino, i volontari ribattezzati padellari, i bambini sulla sabbia e una famiglia che, alla fine della stagione, sceglie di ringraziare il territorio.

Il valore turistico dell’evento risiede proprio nella sua origine perchè non è una festa progettata a tavolino per attirare visitatori, ma una tradizione locale che, crescendo, è diventata capace di accoglierli. Porta presenze sulla costa alla fine di agosto, rafforza il legame con le attività del territorio e offre un’immagine della Sicilia fondata non soltanto sul paesaggio, ma anche sulla convivialità: «Siamo fieri di aver portato avanti e migliorato ogni anno questa tradizione», conclude Giuseppe Cinquemani. «Riporta la Sicilia e tutto il territorio a gustare antichi sapori, tradizioni e colori che oggi, purtroppo, sono sempre più rari».

Ed è forse questo il significato più autentico della Padellata dell’Amicizia, usare una grande festa per ricordare che l’accoglienza non nasce soltanto dai servizi offerti, ma dalle persone che continuano a riconoscersi in uno stesso luogo.