Al Corno alle Scale è entrata in funzione la nuova seggiovia Cavone-Rocce, realizzata grazie a un investimento di oltre 5 milioni di euro.
La montagna italiana continua a investire per ampliare la propria offerta oltre la stagione sciistica. Uno degli interventi più significativi delle ultime settimane arriva dal Corno alle Scale, sull’Appennino bolognese, dove è stata inaugurata la nuova seggiovia Cavone-Rocce, destinata a diventare uno dei simboli del percorso di destagionalizzazione del comprensorio.
L’impianto sostituisce la storica seggiovia entrata in funzione nel 1983 ed è stato realizzato dalla Corno alle Scale Srl grazie a un finanziamento del Ministero del Turismo, per un investimento superiore ai 5 milioni di euro, comprensivo anche del rinnovo del sistema di innevamento. La nuova infrastruttura collega quota 1.440 a quota 1.731 metri, migliora accessibilità, sicurezza e comfort ed è utilizzata sia durante la stagione invernale sia nei mesi estivi.
Non solo sci: la seggiovia porta a sentieri, rifugi e itinerari bike
La novità più significativa riguarda proprio il modo in cui viene utilizzato l’impianto. Infatti se durante l’inverno continuerà a servire le piste da sci, nei mesi estivi consentirà di raggiungere più facilmente sentieri, rifugi e percorsi dedicati all’escursionismo e al cicloturismo, favorendo la frequentazione della montagna distribuita lungo tutto l’anno.
Dal 1° al 30 agosto la seggiovia è aperta tutti i giorni, mentre nei mesi successivi il servizio proseguirà in base alle condizioni climatiche e alla programmazione del comprensorio.
Un piano di investimenti che guarda al futuro
Secondo la Regione Emilia-Romagna, tra opere concluse e cantieri in corso sono stati attivati oltre 9,4 milioni di euro di investimenti pubblici destinati al rilancio turistico e sportivo del Corno alle Scale. Tra gli interventi previsti figurano anche la nuova seggiovia verso il Lago Scaffaiolo, l’ammodernamento di altri impianti di risalita e il potenziamento delle infrastrutture dedicate all’accoglienza e agli sport outdoor.
L’obiettivo è rendere il comprensorio sempre più competitivo e capace di attrarre visitatori durante tutte le stagioni, non soltanto nei mesi invernali.
La montagna cambia modello turistico
Il caso del Corno alle Scale riflette un’evoluzione che interessa numerose destinazioni italiane. La riduzione della stagionalità della neve e la crescita del turismo outdoor stanno spingendo molte località montane a investire in escursionismo, cicloturismo, rifugi, percorsi naturalistici e attività sportive estive.
Gli impianti di risalita non vengono più considerati esclusivamente infrastrutture per lo sci, ma strumenti in grado di facilitare l’accesso alla montagna anche per escursionisti, famiglie e appassionati di mountain bike.
L’esempio del Corno alle Scale mostra come il futuro della montagna italiana passi sempre più attraverso un’offerta integrata, capace di valorizzare paesaggio, sport, natura e servizi in ogni periodo dell’anno. Un modello che potrebbe diventare un riferimento anche per altri comprensori dell’Appennino e delle Alpi impegnati a ripensare il proprio ruolo nel turismo contemporaneo.

