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Hotel più sostenibili e digitali: prorogato il termine per gli investimenti

Le imprese che hanno ottenuto gli incentivi del Fondo rotativo per il turismo avranno tempo fino al 31 agosto 2026 per completare gli interventi. Dai consumi energetici all’accessibilità, ecco come gli investimenti possono cambiare concretamente il soggiorno degli ospiti.

Una camera che mantiene meglio la temperatura, un ingresso accessibile anche a chi ha difficoltà motorie, sistemi di prenotazione più semplici e servizi digitali capaci di ridurre attese e passaggi alla reception. Dietro la formula burocratica “riqualificazione delle strutture ricettive” ci sono cambiamenti che possono incidere direttamente sull’esperienza del viaggiatore.

La legge 7 agosto 2026, n. 152, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ha prorogato al 31 agosto 2026 il termine per completare gli investimenti sostenuti dal Fondo rotativo per le imprese turistiche, conosciuto come FRI-Tur.

La misura, prevista dal PNRR, è promossa dal Ministero del Turismo e gestita da Invitalia e il suo obiettivo è aiutare le imprese a rinnovare hotel e altre strutture del comparto attraverso interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale, sicurezza, accessibilità e innovazione digitale.

La proroga non riapre le domande

Il nuovo termine riguarda i progetti già presentati e ammessi al sostegno del Fondo, quindi non si tratta dell’apertura di un nuovo bando o di una nuova possibilità generalizzata di chiedere il finanziamento.

Le imprese beneficiarie hanno avuto due mesi in più rispetto alla precedente scadenza del 30 giugno per concludere gli investimenti e, come specificato da Invitalia, la proroga non opera automaticamente, ma deve essere richiesta dalle aziende interessate attraverso un’apposita istanza. Inoltre, la legge consente al Ministero del Turismo di proseguire le attività istruttorie per la concessione delle agevolazioni anche oltre la scadenza, nei limiti delle risorse assegnate e salvaguardando gli obiettivi già rendicontati all’Unione europea.

Quali interventi possono essere completati

Il FRI-Tur dispone complessivamente di 780 milioni di euro: 180 milioni destinati ai contributi diretti alla spesa e 600 milioni ai finanziamenti agevolati. La metà delle risorse è riservata agli interventi di riqualificazione energetica.

I programmi ammessi prevedono investimenti compresi tra 500mila e 10 milioni di euro e possono riguardare:

  • efficientamento energetico;
  • miglioramento antisismico;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • manutenzione straordinaria e ristrutturazione;
  • digitalizzazione;
  • acquisto e rinnovo degli arredi;
  • realizzazione di piscine termali negli stabilimenti autorizzati.

Il 40% delle risorse stanziate per i contributi diretti è riservato alle imprese con sede nelle regioni del Mezzogiorno.

Cosa cambia per chi soggiorna in hotel

Una parte consistente degli interventi avviene in spazi tecnici e rimane invisibile agli ospiti. I nuovi impianti, isolamento termico, infissi più efficienti e sistemi per controllare i consumi non sono elementi che il viaggiatore osserva immediatamente, ma possono migliorare la temperatura delle camere, ridurre gli sprechi e rendere più stabile la qualità del soggiorno.

La digitalizzazione può tradursi in sistemi di prenotazione più rapidi, procedure di check-in semplificate, gestione più precisa delle richieste e integrazione tra reception, camere e servizi. La domotica, quando prevista dal singolo progetto, permette di regolare illuminazione e climatizzazione in base alla presenza dell’ospite, evitando consumi inutili senza ridurre il comfort.

L’eliminazione delle barriere architettoniche può invece interessare ingressi, ascensori, bagni, percorsi interni e camere. In questo caso la riqualificazione non rappresenta soltanto un miglioramento estetico, ma amplia concretamente la possibilità di viaggiare per persone con disabilità, anziani e famiglie con esigenze particolari.

Anche il rinnovo degli arredi e la ristrutturazione degli ambienti possono contribuire a una migliore organizzazione degli spazi, purché non vengano ridotti a un semplice intervento di immagine.

Strutture moderne, ma anche più competitive

Il Fondo non finanzia un unico modello di albergo, al contrario gli interventi dipendono dai progetti presentati dalle singole imprese e non tutte le strutture beneficiarie introdurranno gli stessi servizi. La direzione indicata dalla misura è però molto chiara e riguarda la riduzione dei consumi, l’innalzamento gli standard qualitativi e aiutare l’offerta ricettiva italiana a competere su sostenibilità, accessibilità e innovazione.

Per le imprese, una struttura energeticamente più efficiente può significare bollette meno esposte alle oscillazioni dei prezzi, mentre per il viaggiatore può significare ambienti più confortevoli e servizi più semplici da utilizzare. Per una destinazione, infine, avere hotel rinnovati vuol dire rafforzare la qualità complessiva dell’accoglienza senza dover necessariamente costruire nuove strutture.

La proroga concede tempo per portare a termine investimenti già avviati, il risultato, però, non si misurerà soltanto nel numero dei cantieri conclusi o nelle risorse spese, piuttosto conterà quanto questi interventi riusciranno davvero a rendere il soggiorno più accessibile, efficiente e vicino alle nuove esigenze di chi viaggia.