HomeLinee di Costa NewsGreen Tour, 266 progetti per cambiare gli hotel italiani: ora comincia la...

Green Tour, 266 progetti per cambiare gli hotel italiani: ora comincia la selezione

La misura del Ministero del Turismo mette a disposizione 109 milioni di euro per riqualificazione, efficienza energetica e innovazione. Quasi sette candidature su dieci arrivano da micro e piccole imprese, ma le domande presentate non corrispondono ancora a finanziamenti concessi.

Le strutture ricettive italiane sono pronte a investire sulla propria trasformazione. Alla chiusura dello sportello Green Tour sono state presentate 266 domande per accedere ai 109 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero del Turismo.

Il numero racconta un interesse diffuso, soprattutto tra le imprese di dimensioni minori, ma apre anche una nuova fase. Ora i progetti dovranno essere ordinati in graduatoria, sottoposti all’istruttoria di Invitalia e verificati sotto il profilo tecnico, economico e finanziario. I 109 milioni, dunque, non sono ancora stati assegnati e le 266 candidature non equivalgono ad altrettanti cantieri già approvati.

Micro e piccole imprese guidano le candidature

Secondo i dati diffusi il 19 ottobre dal Ministero del Turismo, le domande sono state presentate da 107 piccole imprese, 75 microimprese, 56 medie e 28 grandi imprese.

Nella nota ministeriale compare la parola “macro” in riferimento alle 75 candidature, si tratta con ogni evidenza di un refuso per “micro”, perché le categorie dimensionali previste dalla misura sono micro, piccole, medie e grandi imprese. Inoltre, sommando micro e piccole aziende si arriva a 182 domande, pari al 68,4% del totale: poco più dei due terzi indicati dallo stesso Ministero.

Il dato è importante perché mostra come l’interesse per la transizione ecologica non riguardi soltanto le grandi catene alberghiere, ma anche e soprattutto imprese più piccole, spesso proprietarie o gestrici di una singola struttura e direttamente legate alla destinazione nella quale operano. È anche la fascia di imprese che può incontrare maggiori difficoltà nell’affrontare investimenti consistenti, soprattutto quando gli interventi riguardano impianti, involucro edilizio, piscine o sistemi tecnologici complessi.

Almeno 266 milioni di investimenti potenziali

Green Tour finanzia programmi con un valore compreso tra un milione e 15 milioni di euro e questo significa che, anche ipotizzando per tutte le domande l’importo minimo consentito, le candidature presentate rappresentano potenzialmente almeno 266 milioni di euro di investimenti.

Si tratta di un calcolo teorico, perché il Ministero non ha ancora comunicato il valore economico complessivo dei programmi né quante domande supereranno le verifiche di ammissibilità. Il dato permette però di comprendere la dimensione dell’operazione: i 109 milioni di risorse pubbliche sono destinati ad attivare una quantità più ampia di investimenti privati.

Il fondo è composto da 59 milioni di contributi a fondo perduto e 50 milioni di finanziamenti agevolati. Le agevolazioni vengono riconosciute attraverso una combinazione predefinita: 54% sotto forma di contributo e 46% come finanziamento agevolato, nel rispetto dei limiti previsti dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato. Il 60% delle risorse è riservato alle piccole e medie imprese, con una quota specifica destinata alle realtà micro e piccole.

Non sarà un semplice restyling

Il nome della misura può far pensare soprattutto a un rinnovamento estetico degli alberghi, in realtà, la parte principale degli investimenti dovrà riguardare l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli interventi definiti “trainanti” devono rappresentare almeno il 51% delle spese ammissibili e possono comprendere coibentazione degli edifici, sostituzione degli infissi, installazione di caldaie più efficienti, pompe di calore, pannelli fotovoltaici, impianti solari termici, sistemi di accumulo e riqualificazione energetica di piscine, terme e aree wellness.

A questi lavori potranno essere affiancati sistemi di automazione, strumenti per misurare e controllare i consumi, tecnologie digitali e interventi collegati ai criteri ambientali, sociali e di buona gestione aziendale.

Il cambiamento atteso riguarda quindi il funzionamento quotidiano delle strutture. Un edificio meglio isolato consuma meno, ma può anche offrire un comfort maggiore agli ospiti durante l’estate e nei mesi più freddi. Una piscina riqualificata energeticamente può ridurre i costi di gestione e diventare utilizzabile per un periodo più lungo, mentre i sistemi intelligenti possono evitare sprechi e aiutare l’impresa a conoscere con precisione dove viene consumata l’energia.

È in questo senso che Green Tour può contribuire anche alla destagionalizzazione, non semplicemente finanziando nuovi servizi, ma aiutando le strutture a rimanere efficienti e competitive durante una parte più ampia dell’anno.

Il numero delle domande non basta ancora

Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha definito la risposta delle imprese straordinaria, sottolineando che «la sostenibilità non è un costo ma un investimento sulla competitività».

Il numero delle candidature conferma certamente la volontà di investire, ma per capire quanto Green Tour cambierà davvero l’ospitalità italiana, tuttavia, serviranno altri dati. Al momento non sono stati resi noti il valore complessivo degli investimenti proposti, la somma delle agevolazioni richieste e la distribuzione delle domande tra Regioni e destinazioni. Non sappiamo quindi se i progetti siano concentrati nelle grandi località turistiche, nelle città d’arte, sulle coste, in montagna o nelle aree interne.

Queste informazioni saranno decisive per valutare l’impatto territoriale della misura perchè 266 domande possono produrre risultati molto diversi a seconda di dove saranno realizzati gli interventi e della tipologia di strutture coinvolte.

Ora graduatoria e istruttoria

Le agevolazioni non saranno attribuite semplicemente in base all’ordine di presentazione, ma è prevista una procedura valutativa con graduatoria, costruita attraverso i punteggi assegnati ai diversi progetti. Invitalia dovrà poi verificare l’affidabilità tecnica ed economica delle imprese, la sostenibilità finanziaria del piano, la cantierabilità degli interventi e la pertinenza delle spese.

Le domande collocate utilmente in graduatoria, ma non coperte dalle risorse disponibili, resteranno sospese in attesa di eventuali economie o di un rifinanziamento della misura. Soltanto al termine dell’istruttoria il Ministero potrà adottare i provvedimenti di concessione e i programmi ammessi dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

La risposta delle imprese è quindi il primo risultato, non quello definitivo, il passaggio decisivo arriverà con la pubblicazione della graduatoria e con la possibilità di conoscere beneficiari, importi e territori coinvolti. È allora che sarà possibile disegnare la vera mappa di Green Tour e capire dove i 109 milioni cominceranno a trasformare fisicamente l’ospitalità italiana: non soltanto hotel più nuovi, ma strutture capaci di consumare meno, funzionare meglio e accogliere durante una stagione turistica più lunga.