Giovedì 8 ottobre alle 17 si chiude l’accesso all’incentivo destinato alla trasformazione sostenibile delle imprese turistiche. Tra efficienza energetica, fonti rinnovabili, recupero dell’acqua, edifici intelligenti e riqualificazione del wellness, la vera domanda è quali strutture riusciranno a presentare investimenti da almeno un milione di euro.
Mancano tre giorni alla chiusura definitiva di Green Tour, l’incentivo con cui il Ministero del Turismo mette a disposizione 109 milioni di euro per accompagnare la trasformazione sostenibile e digitale delle imprese del settore.
Dopo la proroga disposta il 17 settembre, le domande potranno essere presentate attraverso la piattaforma di Invitalia fino alle ore 17 di giovedì 8 ottobre. Il nuovo provvedimento ha anche modificato alcuni parametri utilizzati per la graduatoria, rendendo più accessibile il raggiungimento dei punteggi massimi e permettendo, in determinati casi, di utilizzare i dati del bilancio consolidato del gruppo.
La scadenza, tuttavia, è soltanto la notizia più immediata. La domanda più interessante riguarda ciò che accadrà dopo: come potranno cambiare concretamente gli hotel, i villaggi turistici, i campeggi e le altre strutture che riusciranno a ottenere le agevolazioni?
Non soltanto pannelli fotovoltaici
Green Tour dispone complessivamente di 109 milioni di euro: 59 milioni sono destinati ai contributi a fondo perduto e 50 milioni ai finanziamenti agevolati. Il 60% delle risorse è riservato alle piccole e medie imprese e, all’interno di questa quota, almeno il 25% è destinato alle micro e piccole aziende.
Non si tratta quindi di un semplice rimborso per l’installazione di qualche pannello solare. I programmi devono avere un valore compreso tra uno e 15 milioni di euro e possono coinvolgere una o più strutture della stessa impresa. Gli investimenti dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.
Almeno il 51% della spesa ammissibile deve riguardare interventi considerati “trainanti”: miglioramento dell’efficienza energetica oppure produzione di energia da fonti rinnovabili. Il resto del progetto può comprendere digitalizzazione, automazione degli edifici, interventi ambientali e ulteriori opere collegate.
Questo significa che la trasformazione potrà essere molto più ampia di quanto suggerisca l’etichetta “green”.
Tetti verdi, acqua piovana e camere più efficienti
Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale permette di intervenire sulla parte fisica delle strutture: coibentazione degli edifici, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, schermature solari e nuovi sistemi di climatizzazione.
Sono previsti anche giardini verticali, tetti verdi, sistemi per raccogliere e utilizzare l’acqua piovana, rubinetti a basso consumo, pompe di calore, impianti fotovoltaici, solare termico, geotermia e sistemi di accumulo dell’energia.
Per il turista, molti di questi interventi potrebbero essere quasi invisibili. Non sempre la sostenibilità di un albergo si presenta con un elemento spettacolare nell’ingresso. Può tradursi in camere che mantengono meglio la temperatura, climatizzazione regolata in modo più preciso, minori dispersioni energetiche e servizi che consumano meno acqua ed energia.
Anche la gestione degli edifici può diventare più intelligente. Il programma ammette apparecchiature e impianti per automatizzare i consumi, utilizzare sensori, monitorare gli ambienti e adeguare illuminazione, riscaldamento o raffreddamento alla presenza effettiva degli ospiti.
Lo smart building applicato all’ospitalità serve proprio a questo: evitare di riscaldare, raffreddare o illuminare spazi vuoti, senza ridurre il comfort di chi soggiorna.
Piscine e wellness possono allungare la stagione
Una parte importante degli interventi riguarda piscine, stabilimenti termali, centri benessere, strutture congressuali e spazi destinati agli eventi. Green Tour può finanziare la loro riqualificazione energetica, l’introduzione di soluzioni più sostenibili e l’ammodernamento finalizzato a una migliore accessibilità.
È qui che la transizione ambientale incontra direttamente la destagionalizzazione. Una piscina coperta più efficiente, un centro wellness con costi energetici più sostenibili o uno spazio congressuale rinnovato possono permettere a una struttura di lavorare anche fuori dall’estate.
Per gli alberghi delle località balneari, per esempio, significa provare a utilizzare una parte dell’edificio durante l’autunno e l’inverno. Per le destinazioni termali e montane può voler dire migliorare servizi che richiedono molta energia e che incidono in modo significativo sui costi di gestione.
La sostenibilità, in questo caso, non riguarda soltanto la riduzione dell’impatto ambientale: può diventare una condizione economica per tenere aperta una struttura durante più mesi dell’anno.
Chi riuscirà davvero a investire?
È questo il punto meno immediato della misura. Green Tour è aperto alle imprese turistiche di ogni dimensione, ma la soglia minima di un milione di euro richiede programmi strutturati, progettazione tecnica e una capacità finanziaria non comune a tutte le attività ricettive.
Le agevolazioni non vengono assegnate semplicemente in base all’ordine di arrivo. È prevista una graduatoria iniziale, seguita da una valutazione di merito. Invitalia esaminerà l’affidabilità tecnica, economica e finanziaria dell’impresa, la sostenibilità del piano, la cantierabilità dei progetti e la congruità delle spese. Per dimostrare la copertura finanziaria dell’intervento è inoltre richiesta documentazione bancaria o l’attestazione della disponibilità dei soci.
Questi requisiti potrebbero favorire alberghi strutturati, gruppi, proprietari con più unità ricettive e imprese che avevano già iniziato a progettare una riqualificazione. Il vincolo del milione rischia invece di essere più impegnativo per il piccolo hotel indipendente che necessita di interventi importanti ma non dispone della stessa organizzazione tecnica e finanziaria.
La riserva destinata alle PMI prova a correggere questo squilibrio. Esiste inoltre la possibilità di presentare programmi congiunti attraverso contratti di rete, anche se la rete deve rispettare requisiti precisi ed essere già costituita.
La prova arriverà con i progetti ammessi
I 109 milioni indicano la dimensione della misura, ma non raccontano ancora quale parte dell’ospitalità italiana riuscirà realmente a utilizzarla. Sarà la futura graduatoria a mostrare quanti progetti arriveranno dagli hotel indipendenti, quanti dai grandi gruppi e quali territori attireranno la quota maggiore degli investimenti.
La sfida è evitare che la transizione sostenibile rimanga soltanto alla portata delle imprese più capitalizzate. Perché l’obiettivo di Green Tour non dovrebbe essere semplicemente rendere più moderni alcuni grandi alberghi, ma accompagnare il cambiamento di un patrimonio ricettivo diffuso, fatto anche di strutture familiari e stagionali.
Giovedì si chiuderanno le domande. Da quel momento, il dato davvero interessante non sarà soltanto quanti fondi verranno assegnati, ma quali hotel cambieranno, dove si trovano e se quegli investimenti riusciranno davvero a migliorare l’esperienza degli ospiti e ad allungare la stagione turistica.

