Un gesto semplice, tramandato da generazioni, che promette, secondo la tradizione, un ritorno nella Città Eterna. Ma ciò che accade dopo è una storia che pochi conoscono.
Ci sono tantissimi visitatori arrivano ogni anno davanti alla Fontana di Trevi per fare uno dei rituali più celebri del turismo mondiale: lanciare una monetina oltre la spalla sinistra nell’acqua sperando di poter tornare un giorno nella Capitale. Ogni giorno migliaia di persone ripetono questo gesto: c’è chi lo fa per tradizione, chi per gioco, chi per superstizione.
Pochi, però, si chiedono che cosa succeda a tutte quelle monete una volta terminate sul fondo della fontana. Ed è proprio lì che inizia una storia poco conosciuta, fatta di organizzazione, manutenzione e solidarietà.
Il lunedì mattina cambia il volto della Fontana di Trevi
Quando Roma si risveglia il lunedì mattina, Fontana di Trevi, viene temporaneamente chiusa al pubblico per consentire le operazioni di pulizia e la raccolta delle monetine accumulate nei giorni precedenti.
Gli operatori interrompono il flusso dell’acqua, entrano nella vasca e iniziano un lavoro meticoloso che richiede tempo, attenzione e cura. Insieme alla manutenzione del monumento vengono recuperate le monete finite sul fondale, ma anche piccoli oggetti lasciati accidentalmente o volontariamente dai visitatori: braccialetti, ciondoli, anelli, chiavi e persino valute provenienti da ogni parte del mondo.
Una volta conclusa la raccolta, le monete vengono trasportate, asciugate, ripulite dalle impurità e successivamente contate attraverso apposite procedure. È un’attività che si ripete con regolarità ogni settimana e che rappresenta uno dei tanti “dietro le quinte” del turismo, spesso invisibili agli occhi dei visitatori.
Un rito che vale oltre un milione di euro ogni anno
Quello che può sembrare un semplice gesto simbolico produce ogni anno un risultato sorprendente. Secondo i dati di Roma Capitale e della Caritas di Roma, dalla Fontana di Trevi vengono raccolte annualmente monete per un valore superiore a 1,5 milioni di euro, una cifra che varia in base ai flussi turistici, ma che rappresenta una delle raccolte solidali più particolari d’Italia.
Non si tratta infatti di risorse destinate al bilancio comunale, ma grazie al protocollo rinnovato tra Roma Capitale, il Vicariato di Roma e Caritas Roma, il ricavato viene impiegato per sostenere attività sociali rivolte alle persone più fragili.
Quindi le monetine finanziano servizi di assistenza, mense per persone in difficoltà, empori solidali, progetti di accoglienza e iniziative dedicate al contrasto della povertà, trasformando un gesto nato come tradizione popolare in un aiuto concreto per migliaia di cittadini.
Un simbolo che racconta Roma nel mondo
La Fontana di Trevi non è soltanto uno dei monumenti più fotografati della Capitale, ma anche uno dei simboli più riconoscibili del turismo italiano, protagonista di film, fotografie e racconti che hanno contribuito a costruire l’immagine di Roma nel mondo.
Il lancio della monetina è diventato parte dell’esperienza stessa del viaggio e molti visitatori lo inseriscono tra le tappe irrinunciabili della propria permanenza, contribuendo a mantenere viva una tradizione che continua ad attraversare le generazioni.
Dietro quel piccolo gesto non c’è soltanto la speranza di tornare nella Città Eterna, ma anche un patrimonio immateriale fatto di cultura, memoria collettiva e identità, capace di rendere ancora oggi la Fontana di Trevi uno dei luoghi più iconici del turismo internazionale.
Quello di Fontana di Trevi è uno dei rari casi in cui un rito turistico non si esaurisce con una fotografia o un souvenir, ma continua a produrre valore ben oltre il momento del viaggio, dimostrando come anche un piccolo gesto possa avere un impatto reale sulla comunità.

