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Concessioni ancora in attesa, ma i Comuni si preparano: Rimini approva la variante al Piano dell’Arenile

Mentre il Governo è ancora al lavoro sul bando-tipo nazionale per le future concessioni balneari, i territori continuano ad aggiornare gli strumenti urbanistici. Il Consiglio comunale di Rimini ha approvato in via definitiva la variante al Piano dell’Arenile, confermando la volontà di arrivare preparato alla nuova fase del settore.

Il quadro nazionale delle concessioni balneari è ancora in evoluzione, il bando-tipo nazionale, annunciato nei mesi scorsi dal Governo per uniformare le future procedure di gara, è ancora atteso. Nel frattempo, però, i Comuni continuano a lavorare per adeguare la pianificazione delle proprie coste.

L’ultimo passaggio arriva da Rimini, dove il Consiglio comunale ha approvato in via definitiva la variante al Piano dell’Arenile con 17 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astenuti. Si tratta di un aggiornamento che non modifica gli obiettivi strategici del piano approvato nel 2025, ma introduce una serie di adeguamenti destinati ad accompagnare la fase di transizione verso il nuovo sistema delle concessioni.

Un passaggio che guarda al futuro delle spiagge

La variante interviene su uno strumento urbanistico già esistente e tiene conto delle osservazioni raccolte durante la fase di consultazione, oltre ad aggiornare il piano rispetto ai più recenti strumenti di pianificazione territoriale, ambientale e idraulica.

Le modifiche recepiscono inoltre alcuni correttivi tecnici emersi durante il primo periodo di applicazione del Piano dell’Arenile e confermano l’impostazione già delineata nei mesi scorsi: favorire una maggiore flessibilità nella progettazione degli stabilimenti, sostenere la destagionalizzazione e accompagnare il comparto verso la nuova fase che seguirà l’assegnazione delle future concessioni demaniali.

Le principali novità introdotte dalla variante, tra cui la disciplina degli allestimenti stagionali, le premialità per le microaggregazioni e la possibilità di nuovi spazi dedicati ai servizi, erano già state illustrate nelle scorse settimane. L’approvazione definitiva rende ora operativo il nuovo quadro pianificatorio.

I Comuni si muovono mentre si attende il quadro nazionale

L’approvazione della variante assume un significato che va oltre il territorio riminese, lo dimostra il fatto che negli ultimi mesi diverse amministrazioni costiere hanno infatti iniziato ad aggiornare i propri strumenti di pianificazione o ad accelerare le attività preparatorie in vista delle future procedure comparative previste dalla riforma delle concessioni balneari.

Dalla Calabria, impegnata nella verifica della disponibilità delle coste, all’Abruzzo, che ha avviato un percorso normativo regionale sul tema, fino alle prime gare bandite da Roma Capitale sul litorale di Ostia, il quadro mostra come molti enti locali stiano procedendo anche in assenza del bando-tipo nazionale.

In questo contesto, la scelta di Rimini conferma la volontà di arrivare preparata alla nuova fase amministrativa, dotandosi di uno strumento urbanistico aggiornato prima dell’avvio delle future procedure.

Un ulteriore nodo riguarderà il trattamento degli investimenti degli attuali concessionari. Il Piano dell’Arenile prevede, per le aree interessate dalle nuove assegnazioni, la demolizione delle strutture pertinenziali esistenti e la riassegnazione delle sole aree.

Questo non significa tuttavia che ogni ipotesi di indennizzo sia automaticamente esclusa: la normativa nazionale riconosce al concessionario uscente un indennizzo a carico del subentrante solo quando siano dimostrati investimenti effettuati e non ancora ammortizzati, secondo le condizioni previste dalla legge.

Il Consiglio di Stato ha ribadito nel maggio 2026 che il riconoscimento non è quindi automatico e non costituisce un presupposto necessario per avviare le gare.

Un modello che guarda oltre la stagione estiva

Il Piano dell’Arenile di Rimini è considerato uno dei riferimenti più osservati nel panorama del turismo balneare italiano. La sua evoluzione racconta anche un cambiamento più ampio che interessa molte destinazioni costiere: la spiaggia non viene più progettata esclusivamente per i mesi estivi, ma come spazio capace di ospitare servizi, attività e funzioni distribuite durante gran parte dell’anno.

La variante approvata dal Consiglio comunale conferma questa direzione senza aumentare le superfici edificabili complessive, ma ridefinendo modalità di utilizzo e criteri di organizzazione degli spazi.

Un segnale per il turismo balneare

Da un lato resta aperto il confronto nazionale sulle regole che accompagneranno le nuove concessioni; dall’altro, le amministrazioni locali sono chiamate a pianificare il futuro dei propri litorali senza attendere il completamento dell’intero quadro normativo. Il caso di Rimini mostra come la trasformazione delle spiagge italiane non passi soltanto dalle future gare, ma anche dalla capacità dei territori di aggiornare gli strumenti di pianificazione e di adattare il modello di sviluppo turistico alle nuove esigenze del mercato e dell’accoglienza.

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