Il 22 ottobre la Conferenza Unificata ha rinviato il parere sul modello nazionale. A Riccione la prima gara sulle porzioni di solo arenile premia la qualità tecnica, che vale il 90% del punteggio. A Cervia proseguono perizie e raccolta documenti.
Il quadro delle concessioni balneari si sta muovendo su due piani diversi, a livello nazionale, il bando-tipo predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non ha ancora ricevuto il parere della Conferenza Unificata. Nei territori, invece, alcuni Comuni hanno già iniziato a costruire le proprie procedure.
La Conferenza Unificata del 22 ottobre avrebbe dovuto esaminare lo schema nazionale per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a uso turistico-ricreativo e sportivo. Il punto 7 dell’ordine del giorno si è concluso con la dicitura “RINVIO” e il report ufficiale non indica né la motivazione né una nuova data per l’esame.
La seduta straordinaria convocata per il 27 ottobre alle ore 16 non sembra destinata a sbloccare il dossier. Nell’ordine del giorno pubblicato compare infatti un solo punto, relativo a un decreto sulla qualità dell’aria e il bando-tipo sulle concessioni non è inserito.
Riccione mette alla prova le nuove gare
Proprio mentre il confronto nazionale resta aperto, Riccione ha comunicato l’esito della prima procedura di evidenza pubblica relativa alle porzioni di solo arenile a mare.
Il Comune ha aggiudicato provvisoriamente 13 lotti sui 14 messi a gara, il numero 5 è rimasto senza offerte e sarà reinserito nella prossima procedura insieme alle altre spiagge non comprese in questa prima tranche. Le aggiudicazioni non sono ancora definitive, sono in corso la validazione formale e la verifica dei requisiti degli operatori. Complessivamente sono state presentate 17 offerte, dieci lotti hanno ricevuto una sola candidatura, due lotti hanno avuto due concorrenti e uno ne ha registrati tre.
Il dato più significativo riguarda il criterio scelto dal Comune, il 90% del punteggio è stato attribuito alla qualità dell’offerta tecnica, mentre soltanto il 10% è dipeso dal rialzo economico. In alcuni casi i rialzi hanno raggiunto anche il 100% rispetto al parametro di partenza, ma il peso prevalente della valutazione tecnica ha mantenuto al centro il progetto gestionale, i servizi e la sostenibilità ambientale.
È un’impostazione che merita attenzione perché mostra come un Comune possa provare a orientare la gara non soltanto sull’incasso del canone, ma sulla qualità futura dell’offerta balneare. Va però chiarito un aspetto: i 14 lotti di Riccione riguardano porzioni di solo arenile, non l’intero sistema degli stabilimenti balneari della città, quindi il risultato non equivale all’assegnazione definitiva di 13 stabilimenti completi.
Una procedura locale mentre manca ancora la cornice nazionale
Il caso Riccione permette di osservare concretamente il problema che si apre dopo il rinvio del 22 ottobre: come stanno procedendo i Comuni mentre il bando-tipo nazionale non è ancora stato definitivamente adottato?
L’articolo 8 del decreto-legge n. 32 del 2026 prevede che il Ministero delle Infrastrutture sottoponga alla Conferenza Unificata uno schema di riferimento per favorire condizioni omogenee nell’affidamento delle concessioni. La bozza presentata dal Ministero prevedeva concessioni di durata compresa tra cinque e vent’anni, l’avvio delle procedure almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli e comunque entro il 30 giugno 2027. Era inoltre prevista la continuità dei servizi fino all’effettivo subentro del nuovo concessionario.
Questi elementi, tuttavia, appartengono ancora a uno schema in discussione e non possono essere trattati come regole definitive finché il percorso istituzionale non sarà completato.
Cervia prepara perizie e documenti
Riccione non è l’unico Comune ad avere avviato attività operative. A Cervia l’amministrazione ha iniziato la raccolta della documentazione necessaria per le future procedure, pur precisando di essere ancora in attesa della pubblicazione del bando-tipo ministeriale. I concessionari possono chiedere una perizia sugli investimenti rilevanti ai fini dell’eventuale indennizzo e indicare, separatamente, la disponibilità a trasferire alcune opere amovibili al futuro concessionario. La documentazione dovrà essere trasmessa entro il 28 novembre 2026.
Il Comune ha inoltre individuato cinque professionisti e ha effettuato il sorteggio pubblico per l’abbinamento delle concessioni ai periti.
La qualità sarà il vero terreno di confronto?
Il caso di Riccione suggerisce che, al di là della conclusione del confronto nazionale, le future gare si giocheranno anche sulla capacità dei Comuni di definire criteri capaci di valorizzare servizi, accessibilità, sostenibilità e qualità gestionale. Per le imprese, però, resta essenziale conoscere in modo definitivo durata delle concessioni, criteri di valutazione, modalità di riconoscimento degli investimenti e ruolo delle amministrazioni locali.
Il quadro al 25 ottobre è quindi chiaro, il parere nazionale è stato rinviato, il 27 ottobre non è previsto un nuovo esame del bando-tipo e i Comuni stanno procedendo con attività preparatorie o, come nel caso di Riccione, con prime gare già arrivate all’aggiudicazione provvisoria. La transizione verso le nuove concessioni è iniziata, ma le regole comuni che dovrebbero renderla più ordinata non sono ancora definitive.

