HomeMestieri del TurismoColosseo chiuso, il ministro Giuli verifica le condizioni psicologiche dei lavoratori

Colosseo chiuso, il ministro Giuli verifica le condizioni psicologiche dei lavoratori

Dopo l’incidente e la scomparsa dell’operaio Andrea Moretti, il Parco resterà chiuso anche venerdì 25 settembre. Prima della riapertura il ministro della Cultura incontrerà il personale: un riconoscimento del peso che un incidente mortale può avere su chi continua a lavorare in un grande attrattore turistico.

La riapertura del Colosseo non dipenderà soltanto dalle verifiche tecniche e dall’andamento delle indagini. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli vuole incontrare anche le lavoratrici e i lavoratori del Parco per accertare che le loro condizioni psicologiche consentano di riprendere le attività.

Il Colosseo resterà quindi chiuso al pubblico anche venerdì 25 settembre, dopo la morte di Andrea Moretti, operaio specializzato nei lavori in quota deceduto nella notte tra il 22 e il 23 settembre all’interno dell’Anfiteatro Flavio.

Secondo quanto comunicato dal Ministero della Cultura, il giovane stava svolgendo lavori in fune quando si è verificato l’incidente. Il Comitato unico di garanzia del MiC ha precisato che Moretti aveva 22 anni e stava lavorando alla realizzazione del nuovo impianto di illuminazione. La dinamica e le condizioni di sicurezza sono oggetto degli accertamenti degli inquirenti.

Prima della riapertura l’incontro con il personale

Le ultime indicazioni, riportate dall’ANSA, stabiliscono che Giuli incontrerà il personale insieme ai dirigenti del Ministero e al direttore del Parco Simone Quilici. Soltanto dopo aver valutato l’indirizzo delle indagini e le condizioni dei lavoratori sarà decisa la riapertura.

La decisione introduce un elemento raramente considerato quando un grande monumento interrompe le visite: il funzionamento di un’attrazione turistica dipende anche dallo stato emotivo delle persone chiamate a gestirla.

Nella mattina successiva all’incidente il personale ha dovuto accogliere il primo turno di migliaia di visitatori ancora ignari dell’accaduto. Il Ministero ha spiegato che una chiusura immediata avrebbe provocato una concentrazione di persone all’esterno, con possibili conseguenze sull’ordine pubblico. Gli ingressi sono stati quindi fermati dopo il deflusso del pubblico già presente.

La sicurezza comprende anche il trauma

L’accertamento delle responsabilità e delle misure adottate nel cantiere resta affidato agli inquirenti. Sul piano del lavoro, però, la scelta di ascoltare il personale riconosce che un incidente mortale può produrre conseguenze anche su colleghi e operatori che ne affrontano gli effetti.

L’INAIL sottolinea che il supporto psicologico può favorire l’elaborazione del trauma collegato a un infortunio sul lavoro e il recupero dell’integrità psicofisica.

Il Colosseo è uno dei luoghi turistici più visitati d’Italia, ma resta prima di tutto un ambiente di lavoro, attraversato ogni giorno da custodi, tecnici, addetti all’accoglienza, restauratori e operai. Fermare le visite significa riconoscere che la continuità del servizio non può precedere la sicurezza e il benessere delle persone che lo rendono possibile.