HomeIn Viaggio con StileCampeggi, le case mobili guadagnano terreno: come cambia la vacanza all’aria aperta

Campeggi, le case mobili guadagnano terreno: come cambia la vacanza all’aria aperta

I dati presentati a InOut, in occasione di TTG Experience, la fiera del turismo appena conclusa a Rimini, mostrano la crescita del settore in Emilia-Romagna e il successo delle sistemazioni attrezzate. Bungalow e case mobili raggiungono un’occupazione del 70,7%, mentre diminuiscono le piazzole vendute nel campione analizzato.

La vacanza in campeggio non coincide più necessariamente con una tenda da montare o con un camper da sistemare in piazzola, sempre più spesso l’esperienza all’aria aperta comincia davanti alla porta di una casa mobile dotata di cucina, bagno, aria condizionata e veranda. Questa è una delle trasformazioni emerse a InOut – The Hospitality Community, la manifestazione dedicata all’industria dell’ospitalità che si è appena conclusa alla Fiera di Rimini, insieme al TTG Travel Experience.

Durante gli incontri organizzati nello spazio FAITA Agorà, Gianfranco Vitali, presidente di FAITA Emilia-Romagna, e Lia Dal Cappello, project manager di HBenchmark per il settore open-air, hanno illustrato l’andamento dei campeggi e dei villaggi turistici regionali.    Ne è emerso che il settore continua a crescere più velocemente del complesso del turismo emiliano-romagnolo, ma al suo interno le diverse tipologie di sistemazione non seguono la stessa direzione.

L’open-air cresce più del turismo regionale

Il primo dato riguarda lo sviluppo del comparto nel medio periodo, secondo le elaborazioni sui dati ISTAT presentate da Vitali, tra il 2019 e il 2025 le presenze nei campeggi e nei villaggi turistici dell’Emilia-Romagna sono aumentate del 16%. Nello stesso periodo, il complesso del turismo regionale è cresciuto del 9%, mentre le presenze nelle strutture open-air sono passate da circa 4,36 milioni nel 2019 a 5,09 milioni nel 2025.

La componente internazionale ha fornito il contributo più consistente: in sei anni le presenze straniere sono aumentate del 31%, contro il 10% del mercato italiano. Il trend positivo è proseguito nei primi otto mesi del 2026, con un ulteriore incremento complessivo del 3,07%. Le presenze degli ospiti italiani sono cresciute dell’1,6%, mentre quelle straniere hanno guadagnato il 5,9%.

Sono numeri che confermano come campeggi e villaggi turistici rappresentino ormai una componente rilevante dell’offerta regionale, soprattutto lungo la costa, allo stesso tempo dietro la crescita complessiva, sta cambiando anche il prodotto scelto dai viaggiatori.

Case mobili e bungalow registrano l’occupazione più alta

Durante il suo intervento a InOut, Lia Dal Cappello ha presentato un’analisi costruita sui dati reali delle prenotazioni di 17 strutture open-air dell’Emilia-Romagna, relativi al periodo compreso tra il 23 aprile e il 27 settembre 2026 e confrontati con lo stesso intervallo del 2025.

Considerando tutte le tipologie di sistemazione, il tasso medio di occupazione è stato del 62,7%, con una diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il risultato cambia quando si osservano esclusivamente bungalow e case mobili. In questo segmento l’occupazione ha raggiunto il 70,7%, aumentando di 1,2 punti percentuali.

Le case mobili hanno registrato anche una crescita del 4,34% nelle unità vendute e del 6,02% nel ricavo prodotto da ogni unità disponibile, mentre le piazzole tradizionali hanno perso il 2,27% delle unità vendute, nonostante un aumento del 6,45% della tariffa media. Nel complesso del campione, i prezzi medi sono cresciuti del 6,22% e il ricavo per unità disponibile del 5,25%.

I dati suggeriscono che una parte della domanda stia premiando le sistemazioni già attrezzate, capaci di unire il contatto con la natura a servizi più vicini a quelli di un appartamento o di una struttura alberghiera.

Dal campeggio tradizionale a una nuova forma di ospitalità

La casa mobile permette di soggiornare all’interno di un campeggio senza possedere un camper e senza portare l’attrezzatura necessaria per vivere in tenda. Questa formula rende la vacanza open-air accessibile anche a famiglie, coppie e turisti stranieri che cercano spazi esterni e maggiore autonomia, ma non intendono rinunciare al comfort.

Per le imprese, però, il cambiamento richiede investimenti perchè non è più sufficiente mettere a disposizione il terreno, servono unità abitative, manutenzione, servizi digitali, ristorazione, piscine, attività per le famiglie e una gestione commerciale capace di distinguere prezzi e promozioni in base alla domanda.

Nel suo speech, Dal Cappello ha paragonato la gestione fondata soltanto sui risultati passati a una guida attraverso lo specchietto retrovisore. I dati aggiornati sulle prenotazioni possono invece funzionare come un navigatore, mostrando agli imprenditori ciò che sta accadendo mentre è ancora possibile modificare tariffe, disponibilità e azioni promozionali.

La stagione 2026 è stata infatti caratterizzata da decisioni più vicine alla partenza, mercati internazionali meno prevedibili e una maggiore influenza esercitata dal costo della vita, dai carburanti e dalla situazione internazionale.

Le piazzole stanno davvero perdendo attrattività?

La diminuzione delle piazzole vendute non consente ancora di affermare che il campeggio tradizionale sia destinato a scomparire. L’indagine di HBenchmark riguarda soltanto 17 strutture emiliano-romagnole per tanto i risultati non possono essere estesi automaticamente a tutti i campeggi della regione e, ancora meno, all’intero mercato italiano.

L’andamento potrebbe dipendere da diverse cause, una maggiore richiesta di case mobili, l’aumento delle tariffe delle piazzole, la durata dei soggiorni, la composizione della clientela oppure una modifica dell’offerta disponibile nelle strutture analizzate. Per stabilire quale elemento abbia inciso maggiormente servirebbero anche informazioni sul numero effettivo di piazzole e alloggi messi in vendita nei due anni. Se un campeggio ha sostituito alcune piazzole con nuove case mobili, la crescita delle unità abitative vendute non dipende soltanto dalle preferenze dei viaggiatori, ma anche dalla trasformazione del prodotto offerto.

Il dato, quindi, segnala una tendenza commerciale interessante, ma non dimostra ancora un abbandono generalizzato della vacanza in camper o in tenda.

Più ricavi non dipendono soltanto dall’aumento dei prezzi

Durante l’incontro, Vitali ha richiamato anche il rapporto tra occupazione e tariffe, una struttura può perdere opportunità di ricavo quando i prezzi non seguono l’andamento effettivo della domanda.

Al tempo stesso, aumentare le tariffe non rappresenta sempre la soluzione, se il costo complessivo della vacanza diventa troppo elevato, il turista può accorciare il soggiorno, ridurre le spese nei servizi interni oppure scegliere una destinazione più vicina. Per questo la redditività del campeggio dipende dalla capacità di leggere insieme più indicatori: occupazione, velocità delle prenotazioni, provenienza degli ospiti, permanenza media, prezzi e comportamento delle strutture concorrenti.

La crescita delle case mobili dimostra che il turista è disposto a riconoscere un valore maggiore a una sistemazione più comoda, spetta però alle imprese capire fino a quale livello il prezzo rimanga coerente con l’esperienza proposta.

Innovare senza perdere l’identità open-air

La diffusione delle sistemazioni attrezzate apre infine una domanda sul futuro stesso dei campeggi. Un maggiore comfort può ampliare il pubblico, sostenere gli investimenti e contribuire ad allungare la stagione, ma un’offerta sempre più simile a quella di un villaggio o di un resort rischia anche di ridurre lo spazio riservato a tende, caravan e camper.

La sfida sarà trovare un equilibrio tra innovazione e identità, le case mobili intercettano una domanda nuova e rendono l’open-air accessibile a persone che probabilmente non sceglierebbero una piazzola. La libertà del campeggio tradizionale, però, continua a rappresentare una parte essenziale di questo modo di viaggiare.

I numeri presentati alla Fiera di Rimini non annunciano dunque la fine della tenda o del camper, ma mostrano che al loro fianco sta crescendo un’altra vacanza all’aria aperta: più attrezzata, più confortevole e potenzialmente più redditizia per le imprese. Il contatto con la natura rimane al centro dell’esperienza, a cambiare è il tipo di alloggio nel quale il turista desidera ritrovarsi alla fine della giornata.