Dai singoli itinerari a una rete nazionale che attraversa Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria per arrivare ad Assisi. Il Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce mette insieme percorsi già legati alla storia francescana e li trasforma in un’unica proposta di viaggio.
Un progetto religioso e culturale, ma anche una scommessa sul turismo lento e sulle aree interne. Non una sola strada, ma 1.546 chilometri di percorsi che attraversano sei regioni italiane e convergono verso Assisi. Questa la dimensione del Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce, il progetto presentato a Palazzo Chigi che mette in rete itinerari e luoghi legati alla vita e alla memoria di San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte.
Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria vengono così collegate all’interno di una rete che ha Assisi come meta finale e che può essere percorsa interamente a piedi, ma l’aspetto più interessante, dal punto di vista turistico, è proprio la scelta di non creare semplicemente l’ennesimo nuovo cammino.
Da tanti percorsi a un unico Cammino
In Italia gli itinerari francescani esistono da tempo, la novità in questo caso, consiste nel tentativo di metterli a sistema, costruendo un’identità comune attorno a percorsi, direttrici, varianti e collegamenti differenti. Le tratte inserite nel progetto sono state individuate sulla base di una validazione storico-critica del Comitato nazionale per le celebrazioni francescane, con l’obiettivo di ricostruire in maniera organica i luoghi legati al Santo e alla storia dell’Ordine.
Il progetto nasce dal Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, insieme all’Associazione Vie e Cammini di Francesco, con il coinvolgimento del Ministero del Turismo. Ed è proprio il passaggio dalla dimensione religiosa a quella di prodotto turistico nazionale a meritare attenzione.
Il Cammino è stato infatti inserito su Italia.it dove mappe, itinerari e informazioni sono consultabili online e attraverso gli strumenti digitali collegati al portale turistico nazionale dove l’obiettivo è rivolgersi non soltanto ai pellegrini italiani, ma anche al pubblico internazionale.
Quaranta milioni e uno spot con Andrea Bocelli
Durante la presentazione, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha indicato in 40 milioni di euro l’investimento del Ministero legato al progetto. La promozione è partita con uno spot istituzionale che vede protagonista Andrea Bocelli, coinvolto, secondo quanto precisato dal ministro, a titolo amichevole. La notorietà internazionale del tenore viene utilizzata per accompagnare il Cammino verso una platea che va ben oltre i confini italiani.
Una scelta che rivela l’ambizione dell’iniziativa, ossia non limitarsi a celebrare l’anniversario francescano, ma utilizzare questa occasione per costruire un itinerario destinato a rimanere anche dopo il 2026.
Il vero valore turistico è ciò che si incontra tra una tappa e l’altra
C’è però una ragione ulteriore per cui 1.546 chilometri di cammino possono avere un peso turistico. Un itinerario di questo tipo non concentra i visitatori in una singola destinazione ma li distribuisce. Il viaggiatore attraversa piccoli centri, dorme lungo il percorso, mangia, utilizza servizi, entra in contatto con attività e comunità che spesso rimangono fuori dai grandi circuiti turistici. È esattamente il terreno sul quale il turismo lento può diventare uno strumento di sviluppo per borghi e aree interne.
La forza di un cammino, infatti, non si misura soltanto nel numero di persone che raggiungono la destinazione finale. Si misura anche nell’economia generata lungo il tragitto: ospitalità diffusa, ristorazione, guide, trasporto bagagli, manutenzione dei percorsi, piccoli esercizi e produzioni locali.
Non soltanto pellegrinaggio
La dimensione religiosa rimane naturalmente centrale, San Francesco è il filo conduttore che tiene insieme l’intero itinerario e Assisi ne rappresenta la destinazione simbolica, ma sarebbe riduttivo considerarlo un prodotto rivolto esclusivamente ai pellegrini.
I cammini contemporanei intercettano anche chi cerca paesaggio, lentezza, attività all’aperto, cultura e un modo diverso di attraversare i territori ed è probabilmente qui che si gioca la scommessa più interessante del Cammino della Luce. L’Italia possiede moltissimi itinerari, spesso costruiti e promossi separatamente e metterne alcuni in rete significa provare a superare quella frammentazione e presentare al viaggiatore un percorso riconoscibile anche all’estero.
Il risultato non dipenderà però soltanto da una mappa o da una campagna promozionale, per trasformare 1.546 chilometri in un vero prodotto turistico serviranno segnaletica riconoscibile, manutenzione, strutture ricettive, collegamenti, informazioni aggiornate e servizi omogenei lungo territori molto diversi tra loro. Potrebbe essere questa la sfida lasciata dal progetto francescano: fare dell’ottavo centenario non soltanto una celebrazione, ma l’occasione per costruire un’infrastruttura turistica lenta capace di continuare a portare persone nei territori anche negli anni successivi.
Da questo punto di vista, Assisi è la destinazione finale, ma per il turismo italiano, la parte più interessante potrebbe essere anche tutto quello che c’è prima di arrivarci.

