HomeLinee di Costa NewsDopo la Bolkestein, che spiaggia nascerà? Sestri Levante scrive nuove regole

Dopo la Bolkestein, che spiaggia nascerà? Sestri Levante scrive nuove regole

Il Comune di Sestri Levante prepara entro il 2026 le gare per stabilimenti, spiagge libere attrezzate, chioschi e ormeggi. Durata proporzionata agli investimenti, agevolazioni sociali, meno manufatti, servizi oltre l’estate e penali per i lavori in ritardo: le concessioni diventano uno strumento per ridisegnare il litorale.

Le gare per le concessioni balneari non serviranno soltanto a scegliere chi gestirà uno stabilimento, ma potranno stabilire quali servizi offrire, quanto spazio lasciare libero, quali investimenti realizzare e quale rapporto costruire tra spiaggia, residenti e turismo. È questa la direzione indicata da Sestri Levante.

Dopo l’aggiornamento del Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime, la Giunta ha approvato l’atto di indirizzo che definisce criteri e procedure per le future assegnazioni delle concessioni turistico-ricreative. Non sono ancora bandi e non attribuiscono diritti o vantaggi a possibili concorrenti però il provvedimento affida però all’Ufficio Demanio il compito di predisporre entro il 2026 le procedure che interesseranno progressivamente stabilimenti balneari, spiagge libere attrezzate, chioschi, verande e dehors, ormeggi commerciali e altre attività esercitate sul demanio marittimo.

Concessioni da cinque a quindici anni

Le nuove concessioni potranno avere una durata compresa tra cinque e quindici anni, ma non sarà uguale per tutti perchè dovrà essere proporzionata alla consistenza economica e alla complessità degli investimenti proposti. Il principio risponde alla necessità di concedere agli operatori un periodo sufficiente per recuperare le risorse impiegate. Allo stesso tempo, obbliga il Comune a verificare che la durata richiesta sia realmente giustificata dal progetto e non diventi una rendita temporale scollegata dagli interventi.

A determinare l’esito delle gare non dovrebbe essere soltanto la capacità finanziaria, l’atto indica una serie di criteri ambientali, sociali e turistici che potranno orientare la valutazione delle offerte. Saranno premiate, per esempio, le proposte che prevedono agevolazioni fino al 20% per residenti, persone con disabilità, minori, famiglie numerose e anziani. Lo sconto non sarà applicato automaticamente a tutte le concessioni: diventerà un impegno presentato dal concorrente e valutato all’interno della gara.

Meno costruzioni e più vista sul mare

Un altro criterio riguarda lo spazio fisico occupato dagli stabilimenti, potranno ricevere una valutazione positiva i progetti che utilizzano per i manufatti una superficie inferiore a quella massima consentita, lasciando più libera la visuale del mare. È un passaggio significativo perché lega l’assegnazione della concessione anche alla qualità del paesaggio. La spiaggia non viene considerata soltanto come superficie da utilizzare economicamente, ma come parte visibile e accessibile della destinazione.

Il Comune intende inoltre valorizzare interventi a basso impatto ambientale, servizi differenziati tra le varie attività e proposte capaci di funzionare nelle ore serali o al di fuori della stagione estiva. L’obiettivo dichiarato è migliorare la fruizione del litorale e favorire la destagionalizzazione, con possibili effetti anche sulla continuità dell’occupazione.

Contributi per il turismo e penali sui ritardi

Tra gli elementi valutabili compare anche l’impegno a versare un contributo annuale, sotto forma di sponsorizzazione, che il Comune dovrà destinare a servizi per lo sviluppo turistico della città. Il meccanismo dovrà essere definito con chiarezza nei bandi, soprattutto per evitare che la capacità di offrire il contributo favorisca eccessivamente gli operatori economicamente più forti rispetto alle imprese minori.

C’è poi il tema dei controlli, infatti i lavori indicati nei progetti dovranno essere realizzati entro scadenze precise e saranno previste penali in caso di ritardi. Questo è un punto centrale perchè la qualità promessa durante una gara produce valore soltanto se viene effettivamente costruita e mantenuta negli anni.

Una nuova politica delle spiagge

Il caso di Sestri Levante si inserisce in un movimento più ampio, a Riccione le procedure hanno introdotto criteri legati a sostenibilità, inclusione e occupazione femminile e giovanile. A Rimini sono emerse possibili alleanze tra balneari, alberghi e ristorazione. A Lavagna si è aperta la questione della verifica degli interventi promessi.

Sestri Levante prova ora a mettere insieme accessibilità economica, tutela del paesaggio, investimenti, destagionalizzazione e controlli. La fase successiva alla Bolkestein non riguarda quindi soltanto l’ingresso di nuovi concessionari, ma attraverso i criteri delle gare, i Comuni stanno decidendo quale modello economico e turistico portare sulla spiaggia.

La prova arriverà con i bandi e con il peso assegnato a ogni requisito. Sarà allora possibile capire se le nuove regole produrranno davvero più servizi, meno costruzioni e un litorale maggiormente accessibile, oppure se gli obiettivi resteranno sulla carta. Perché cambiare il concessionario non basta: la sfida è cambiare in meglio la spiaggia.