Dal 2 all’11 ottobre la città ospita dieci giorni di competizioni ed eventi. Per la notte precedente alla regata gli alberghi hanno già raggiunto il 96% di occupazione. La sfida è distribuire visitatori e consumi oltre le rive e trasformare un fine settimana affollato in un soggiorno più lungo.
La Barcolana non è più soltanto una regata. Per Trieste è diventata uno dei momenti nei quali sport, promozione della città e turismo si sovrappongono fino a trasformare ottobre in un periodo di altissima domanda. La 58ª edizione prende il via venerdì 2 ottobre e prosegue fino a domenica 11, giorno della Coppa d’Autunno, dunque dieci giornate durante le quali la manifestazione uscirà progressivamente dal mare per occupare piazze, musei, teatri, locali, attività commerciali e quartieri.
Il primo segnale dell’impatto turistico arriva dagli alberghi, secondo i dati riportati da Federalberghi della provincia, per la notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre l’occupazione delle strutture triestine ha già raggiunto il 96%. Trovare una camera è diventato difficile e, nelle poche strutture ancora disponibili, sono comparse anche tariffe particolarmente elevate.
Non è ancora il consuntivo della manifestazione e non consente di stabilire quante presenze turistiche produrrà complessivamente l’edizione 2026, dimostra però la capacità della Barcolana di generare domanda ricettiva in un mese tradizionalmente lontano dal picco estivo.
Dieci giorni per superare il turismo del fine settimana
Il punto decisivo non è soltanto riempire gli hotel nella notte precedente alla regata, ma convincere una parte del pubblico ad arrivare prima e a fermarsi più a lungo. Il programma ufficiale della Barcolana comprende oltre 500 appuntamenti distribuiti tra mare, terra, laguna e lago. Le iniziative interessano Trieste, ma anche Grado, Aquileia, Lignano Sabbiadoro, il Lago dei Tre Comuni e altre località del Friuli-Venezia Giulia.
La manifestazione comincerà quindi diversi giorni prima della grande regata. Nel calendario trovano spazio vela, nuoto, pallanuoto, stand up paddle, incontri, spettacoli, letteratura, divulgazione scientifica e musica. Giovedì 8 ottobre è previsto inoltre l’arrivo nel Golfo di Nave Amerigo Vespucci, che resterà ormeggiata nel Bacino di San Giusto fino al giorno della competizione.
La durata diventa così una componente turistica fondamentale, un evento concentrato in poche ore produce soprattutto escursionismo giornaliero e congestione. Un calendario di dieci giorni può invece generare pernottamenti, distribuire i consumi e permettere ai visitatori di conoscere la città oltre il tratto delle Rive dal quale si osserva la regata.
La Barcolana entra nei borghi e nei rioni
L’edizione 2026 prova ad ampliare anche lo spazio urbano coinvolto. Il programma “Be Open” interessa più di cento luoghi tra Porto Vecchio, musei, gallerie, Carso, rioni e centro storico. Particolare attenzione è dedicata a Borgo Cavana e Borgo Teresiano, dove hanno aderito complessivamente 109 realtà: 54 nel primo e 55 nel secondo. Locali, negozi, associazioni e attività del territorio saranno inseriti in una mappa e proporranno concerti, laboratori, degustazioni e incontri.
L’obiettivo dichiarato è diffondere maggiormente il pubblico in città, evitando che tutte le presenze si concentrino esclusivamente nelle piazze principali e sul lungomare.
È un passaggio importante anche dal punto di vista economico, perchè se il turista rimane soltanto nell’area del Villaggio, il beneficio si concentra in pochi spazi e in un periodo molto ristretto, se viene accompagnato verso i quartieri, i musei e le attività commerciali, la spesa può raggiungere una parte più ampia della città.
Treni straordinari per gestire l’afflusso
La capacità di un grande evento di produrre turismo dipende anche dall’accessibilità. Per la Barcolana 2026 il Regionale di Trenitalia ha previsto decine di collegamenti straordinari nella notte fra il 3 e il 4 ottobre e nelle giornate di venerdì 9, sabato 10 e domenica 11. I servizi aggiuntivi collegheranno Trieste con Udine, Pordenone, Sacile, Cervignano, Portogruaro e Trieste Airport. Sono previste anche tariffe promozionali dedicate a chi raggiungerà la manifestazione in treno.
Il rafforzamento del trasporto pubblico serve a gestire la pressione sulla città, ma mostra anche la dimensione regionale dell’evento. La Barcolana può intercettare visitatori che pernottano fuori Trieste oppure costruiscono un itinerario più ampio nel Friuli-Venezia Giulia.
La nascita della prima “Go to Barcolana from Croatia”, con partenza dalla costa istriana, e il ritorno della veleggiata dalla Slovenia rafforzano inoltre il carattere transfrontaliero della manifestazione. Gli equipaggi arriveranno a Trieste da Pola e Portorose, collegando simbolicamente le diverse sponde dell’Adriatico.
Il rischio dei prezzi fuori mercato
Un’occupazione alberghiera vicina al tutto esaurito rappresenta una buona notizia per la ricettività, ma porta con sé anche alcune criticità. La scarsità di camere disponibili ha prodotto in alcuni casi offerte con prezzi molto elevati, fino a cifre che rischiano di danneggiare l’immagine della destinazione.
Lo stesso presidente di Federalberghi Trieste, Maurizio Giudici, ha richiamato l’attenzione sulle tariffe fuori mercato. Il problema non riguarda soltanto il costo sostenuto dal singolo cliente, chi associa un evento a prezzi percepiti come eccessivi potrebbe non tornare negli anni successivi o scegliere di pernottare altrove.
La Barcolana deve inoltre misurarsi con la concentrazione dei flussi, la mobilità, la gestione degli spazi pubblici e la convivenza con i residenti e il successo non può essere valutato soltanto attraverso il numero di persone presenti sulle rive.
Un grande evento dentro una città già in crescita
La manifestazione arriva in una fase positiva per il turismo triestino. Nel 2025 la città ha superato per la prima volta i due milioni di presenze, con una crescita dell’11,3% rispetto all’anno precedente. Il dato riguarda l’intero anno e non può essere attribuito alla Barcolana, ma descrive una destinazione che sta aumentando la propria capacità di attrazione.
Proprio per questo la regata può assumere un ruolo diverso rispetto al passato, non è utile soltanto a far conoscere Trieste, ma può aiutare la città a distribuire i flussi fuori dall’estate, collegare il centro al resto della regione e trasformare gli spettatori in visitatori. Il 96% di occupazione alberghiera dimostra comunque la forza dell’appuntamento nel fine settimana conclusivo.
Foto credits: video WorldWideboatbrokers

