La barca di Furio Benussi conquista la quarta vittoria consecutiva davanti a 1.858 imbarcazioni e oltre 15 mila partecipanti. Alberghi quasi pieni e migliaia di persone sulle Rive, ma per misurare l’impatto turistico dell’evento serviranno i dati definitivi.
La Barcolana 2026 si chiude con la quarta vittoria consecutiva di Arca Sgr e con l’immagine di un Golfo di Trieste riempito da 1.858 vele. La barca del Fast and Furio Sailing Team, guidata da Furio Benussi, ha tagliato per prima il traguardo davanti a piazza Unità d’Italia, completando il percorso in un’ora, 5 minuti e 9 secondi.
Per Benussi è stata una Barcolana particolare: la cinquantesima partecipazione personale, conclusa con il nono successo complessivo e il quarto consecutivo al timone di Arca. Alle sue spalle si è classificata Prosecco DOC Shockwave 3 di Mitja Kosmina, arrivata in un’ora, 8 minuti e 35 secondi, terza Marta 07, condotta dalla diciannovenne Marta Benussi, che ha terminato la regata in un’ora, 10 minuti e 6 secondi e ha conquistato anche il Trofeo Generali Women in Sailing.
Una partenza complicata e poi la rimonta
La giornata dell’11 ottobre ha offerto condizioni adatte sia alle imbarcazioni più competitive sia alla parte più numerosa della flotta. Il vento di levante, proveniente da circa 110 gradi, ha accompagnato sul percorso oltre 15 mila persone distribuite tra le barche iscritte. La gara di Arca non era cominciata nel modo più semplice, un problema tecnico aveva provocato un blackout, trattenendo l’imbarcazione per circa due minuti. Una volta ripartita, però, la barca è riuscita a recuperare terreno, portandosi al comando prima della boa iniziale.
Dietro di lei si è sviluppato il confronto tra Prosecco DOC Shockwave 3 e Marta 07. Arca ha progressivamente aumentato il vantaggio, mentre le altre due imbarcazioni hanno continuato a contendersi la seconda posizione fino alla parte finale del percorso. La linea d’arrivo, collocata davanti alla città, ha trasformato ancora una volta la conclusione della regata in uno spettacolo visibile direttamente dalle Rive.
Quasi duemila barche e 1.250 persone nell’organizzazione
Il numero delle imbarcazioni è rimasto molto vicino a quello dell’edizione precedente, in un periodo nel quale molte competizioni veliche registrano una diminuzione della partecipazione. Dietro alle 1.858 barche e agli oltre 15 mila componenti degli equipaggi ha lavorato una macchina organizzativa composta da circa 1.250 persone. La Barcolana non coincide infatti soltanto con la regata della domenica: l’edizione 2026 si è sviluppata attraverso dieci giorni di competizioni, incontri, iniziative culturali e appuntamenti distribuiti in più zone di Trieste.
Il Villaggio Barcolana ha coinvolto le Rive, piazza Unità d’Italia e il Bacino di San Giusto, ma il programma si è esteso anche al Borgo Cavana, al Porto Vecchio e ad altri quartieri. La presenza dell’Amerigo Vespucci al Molo Bersaglieri ha aggiunto un’attrazione capace di interessare anche chi non era arrivato a Trieste esclusivamente per seguire la vela. La nave scuola rimane in città fino al 12 ottobre, dopo avere concluso proprio nel Golfo la propria campagna 2026.
Alberghi vicini al tutto esaurito
Sul piano turistico, i primi indicatori confermano la capacità della Barcolana di concentrare presenze in un periodo che, per molte destinazioni costiere italiane, coincide con la conclusione della stagione principale. Alla vigilia dell’evento, Federalberghi Trieste indicava un’occupazione delle camere pari al 96% per la notte del sabato e vicina al 90% nell’intera settimana. L’effetto si è esteso oltre il confine italiano: tra Capodistria e Isola le strutture ricettive registravano livelli di occupazione compresi tra l’80 e il 90%.
La richiesta non ha coinvolto soltanto gli alberghi. Bar, ristoranti e negozi hanno aumentato forniture, scorte e personale per affrontare i giorni di maggiore afflusso. Non è però ancora disponibile un consuntivo definitivo sul numero dei visitatori, sui pernottamenti prodotti direttamente dalla manifestazione e sulla spesa generata. La stima di circa 500 mila persone diffusa prima dell’evento rappresentava il flusso atteso nell’arco delle diverse giornate, non un dato finale già verificato.
Anche le “decine di migliaia” di persone osservate sulle Rive nella giornata della regata descrivono la portata dell’affluenza, ma non sostituiscono una rilevazione statistica. Per valutare l’impatto economico reale bisognerà attendere i dati di strutture ricettive, commercio, ristorazione e mobilità.
Un evento che accompagna la crescita di Trieste
La Barcolana si inserisce in una fase positiva per il turismo triestino. Secondo i dati comunicati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, tra gennaio e agosto 2026 la città ha superato 1,155 milioni di pernottamenti, con un aumento dell’1,9% sullo stesso periodo del 2025 e del 67,6% rispetto al 2019. La crescita è sostenuta soprattutto dalla componente internazionale: le presenze straniere sono aumentate dell’8,7% in un anno e risultano raddoppiate rispetto al periodo precedente alla pandemia.
Questi numeri non possono essere attribuiti alla sola Barcolana, ma aiutano a comprenderne il ruolo. La regata offre a Trieste una visibilità internazionale e aggiunge un momento di fortissima domanda a un calendario turistico che si sta estendendo oltre i mesi estivi. La manifestazione funziona perché non rimane chiusa in un’area sportiva. La partenza avviene davanti alla costa, l’arrivo conduce le barche verso piazza Unità e il pubblico può seguire la gara da diversi punti della città. Porto, centro storico, ristorazione, commercio e patrimonio urbano entrano così nella stessa esperienza.
La regata finisce, il racconto della città rimane
La vittoria di Arca Sgr consegna agli archivi il risultato sportivo della 58ª edizione. Il dato turistico più interessante, però, riguarda la capacità di Trieste di trasformare una competizione velica in un evento urbano lungo dieci giorni. Le 1.858 imbarcazioni raccontano la partecipazione in mare. Gli alberghi quasi pieni mostrano l’effetto sull’ospitalità. Le Rive, il centro storico e il porto dimostrano invece come la Barcolana sia ormai diventata parte dell’identità turistica della città.
I numeri definitivi permetteranno di capire quanto abbia prodotto l’edizione 2026 in termini economici. Un risultato, intanto, è già visibile: per dieci giorni Trieste non è stata soltanto la città che ospitava una regata, ma è diventata essa stessa parte dello spettacolo.

