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Costa Smeralda, le assunzioni per l’estate 2027 partono già a settembre

All’Hotel Cala di Volpe due giornate di selezioni per alberghi, ristoranti, spiagge e servizi del lusso. Nel 2026, secondo le aziende coinvolte, il 73% del personale assunto proveniva dalla Sardegna, ma per valutare la qualità dell’occupazione serviranno anche informazioni su contratti, alloggi e continuità professionale.

La stagione estiva è appena terminata, ma in Costa Smeralda è già cominciata la ricerca del personale per il 2027. Il 29 e 30 settembre l’Hotel Cala di Volpe ospita “Stiamo cercando te”, due giornate di selezioni dedicate alle strutture dell’ospitalità di lusso di Porto Cervo.

Il calendario racconta più di una semplice iniziativa aziendale. Reclutare a settembre per l’estate successiva significa che la competizione per cuochi, camerieri, addetti all’accoglienza e personale specializzato non può più essere affrontata poche settimane prima dell’apertura.

Le imprese cercano di individuare e trattenere i lavoratori con molti mesi di anticipo, mentre i candidati possono confrontare offerte provenienti da destinazioni diverse, in Italia e all’estero. La stagione turistica, dal punto di vista del lavoro, comincia quindi quando gli ultimi ospiti stanno ancora lasciando gli alberghi.

Dal sommelier al bagnino

Le selezioni riguardano l’Hotel Cala di Volpe, il Cervo Hotel, la rete di ristoranti e bar collegata alle strutture e il Pevero Golf Club. Le realtà interessate sono gestite da Marriott International per conto di Smeralda Holding.

L’elenco delle figure ricercate mostra quanto sia articolata l’organizzazione di una destinazione del lusso. Nell’area della ristorazione compaiono bartender, sommelier, maître, chef de rang, pasticceri, direttori di ristorante e cuochi specializzati anche nella cucina mediterranea e Nikkei.

Per l’accoglienza vengono cercati concierge, addetti al ricevimento, guest relations agent, maggiordomi, valet e personale per il servizio in camera. Altre posizioni riguardano pulizie e lavanderia, manutenzione, magazzino, giardinaggio, amministrazione, risorse umane, vendite, marketing e revenue management.

Ci sono poi i lavori direttamente collegati all’esperienza balneare: bagnini, conduttori di imbarcazioni e addetti a spiagge e piscine. L’elenco pubblicato dal Consorzio Costa Smeralda restituisce così l’immagine di un sistema turistico nel quale l’albergo è soltanto il centro di una filiera molto più ampia.

Perché le selezioni iniziano otto mesi prima

L’anticipo può servire alle imprese per programmare la stagione, ma rivela anche la difficoltà di trovare professionalità adeguate. Il Bollettino Excelsior di settembre indica che gli esercenti e gli addetti alla ristorazione sono la categoria maggiormente ricercata dalle aziende italiane, con 66.790 ingressi programmati nel mese.

Nel complesso, il 44,1% delle assunzioni previste dalle imprese risulta difficile da coprire. Nel 65% dei casi viene richiesta un’esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore. Soltanto il 22% delle entrate programmate prevede però un contratto stabile, a tempo indeterminato o in apprendistato.

Per le strutture di fascia alta il problema è ancora più delicato. Il servizio promesso al cliente richiede competenze linguistiche, conoscenza degli standard internazionali, capacità relazionali e preparazione tecnica. Non basta quindi aumentare il numero delle candidature: occorre costruire professionalità che possano tornare nelle stagioni successive.

L’avvio anticipato delle selezioni serve anche a contendere i lavoratori ad altre destinazioni. Un sommelier, un concierge o uno chef de rang possono valutare opportunità sulle Alpi, nelle città d’arte, sulle navi da crociera oppure negli alberghi di altri Paesi. La Costa Smeralda non compete più soltanto con le località balneari vicine, ma con un mercato turistico internazionale.

Il 73% del personale arriva dalla Sardegna

Le strutture coinvolte dichiarano che nel 2026 il 73% del personale assunto proveniva dalla Sardegna. È un dato aziendale, non accompagnato al momento dal numero complessivo degli occupati o dalla distinzione tra contratti stagionali e permanenti, ma indica comunque la volontà di sottolineare il rapporto con il mercato del lavoro locale.

Per un territorio turistico, trattenere occupazione sull’isola significa evitare che il valore generato dall’alta gamma venga misurato soltanto attraverso presenze e fatturato. Una parte di quel valore può trasformarsi in reddito, competenze e percorsi professionali per chi vive in Sardegna.

Secondo quanto comunicato dalle aziende, i lavoratori possono accedere a formazione continua, affiancamento sul posto, esperienze in reparti differenti e incentivi allo studio, compresi corsi di lingua all’estero. Sono elementi particolarmente importanti in un settore nel quale la crescita professionale può consentire di passare dalle mansioni operative a ruoli di coordinamento e gestione.

Resta però da conoscere un aspetto concreto: quante persone vengano assunte ogni anno, quante ritornino nella stagione successiva e quante riescano a costruire una carriera che non si interrompa alla chiusura estiva.

Il nodo dell’alloggio e della continuità

Il comunicato sulle selezioni non specifica retribuzioni, durata dei contratti o disponibilità di sistemazioni per il personale. Sono informazioni decisive in una destinazione caratterizzata da valori immobiliari elevati e da una forte pressione stagionale sugli alloggi.

La capacità di trovare lavoratori non dipende soltanto dal prestigio dell’hotel o dalla possibilità di inserire nel curriculum un’esperienza internazionale. Contano il rapporto tra stipendio e costo della vita, gli orari, la qualità delle sistemazioni offerte e la possibilità di sapere con sufficiente anticipo quando inizierà e terminerà il contratto.

L’ospitalità di lusso può diventare un laboratorio interessante se riesce a offrire percorsi formativi, condizioni trasparenti e opportunità di ritorno. In caso contrario, anche una selezione avviata otto mesi prima rischia di limitarsi ad anticipare gli stessi problemi che ogni primavera accompagnano l’apertura delle destinazioni stagionali.

Le giornate del Cala di Volpe mostrano comunque che il calendario del turismo è cambiato. Mentre le spiagge si svuotano, le imprese stanno già costruendo la squadra della prossima estate. Il dato più significativo non sarà soltanto quante candidature arriveranno il 29 e 30 settembre, ma quante persone, tra un anno, sceglieranno di tornare.