La nuova piattaforma permette alle autorità di visualizzare sulla mappa le strutture prive del Codice identificativo nazionale, quelle con un CIN non ancora verificato e le segnalazioni aperte. Non è soltanto una misura fiscale: può incidere sulla trasparenza dell’offerta turistica, sulla concorrenza e sulla gestione delle destinazioni.
Dopo avere assegnato un codice nazionale alle case offerte ai turisti, lo Stato passa alla fase successiva: utilizzare quei dati per orientare i controlli sul territorio. Lo strumento si chiama BDSR Lens ed è l’evoluzione operativa della Banca dati delle strutture ricettive del Ministero del Turismo. Il sistema era già accessibile agli operatori comunali dal 2025, mentre dal giugno 2026 è stato aperto anche agli operatori accreditati dell’amministrazione finanziaria e delle Forze di Polizia.
La novità tornata al centro dell’attenzione il 6 ottobre, anche nel quadro delle misure contro l’evasione, è la possibilità di trasformare l’archivio nazionale in una vera mappa di lavoro quindi non più soltanto codici e schede, ma immobili localizzabili, elenchi esportabili e verifiche registrate.
Dal codice alla mappa
Il CIN, il Codice identificativo nazionale, permette di associare ogni struttura ricettiva o immobile destinato alla locazione turistica a un’identità amministrativa. Deve essere esposto presso l’immobile e indicato negli annunci pubblicati online.
Con BDSR Lens, però, quell’identità diventa utilizzabile direttamente nelle attività di vigilanza. Secondo la documentazione del Ministero del Turismo, gli operatori autorizzati possono visualizzare sulla mappa:
- le strutture censite nella banca dati che non hanno ancora ottenuto il CIN;
- gli immobili con un CIN in stato “non verificato”;
- le segnalazioni relative a strutture che non risultavano presenti negli archivi;
- la posizione e i dati disponibili per ogni unità;
- lo storico delle verifiche effettuate online oppure direttamente sul territorio.
Il cruscotto consente inoltre di registrare l’esito di un controllo, distinguendo tra verifica regolare, situazione da approfondire e verifica negativa, mentre nel caso di un annuncio online possono essere annotati anche la piattaforma utilizzata e l’indirizzo della pagina controllata. La mappa non è pubblica e non può essere consultata dai turisti o dai concorrenti, rimane uno strumento riservato agli enti e alle autorità competenti.
Un indicatore non equivale a un’irregolarità accertata
La presenza di un immobile tra quelli da verificare non dimostra automaticamente un’evasione fiscale o un’attività abusiva. Anche la definizione “CIN non verificato” richiede cautela perchè può riguardare, per esempio, una struttura che non era presente nella banca dati regionale e per la quale il proprietario ha avviato una segnalazione, senza che l’amministrazione abbia ancora completato il controllo.
BDSR Lens, quindi, non sostituisce l’accertamento e non emette automaticamente una sanzione, permette piuttosto di selezionare i casi da approfondire, evitare controlli casuali e mettere in comunicazione verifiche amministrative, annunci digitali e presenza effettiva sul territorio. È un passaggio importante perchè il CIN aveva reso identificabile l’offerta, la nuova piattaforma rende più semplice controllare se quanto viene pubblicato online corrisponde ai dati depositati presso le amministrazioni.
Perché riguarda direttamente il turismo
Considerare BDSR Lens soltanto uno strumento fiscale sarebbe riduttivo, gli affitti brevi sono ormai una componente strutturale dell’ospitalità italiana e il loro controllo produce conseguenze sull’intero sistema turistico.
La prima riguarda la concorrenza. Alberghi, campeggi, bed and breakfast e locazioni regolari sostengono costi amministrativi, fiscali e di sicurezza. Un’offerta che rimane completamente fuori dagli archivi può praticare condizioni diverse e alterare il mercato, soprattutto nelle destinazioni con una forte domanda stagionale.
La seconda riguarda il turista. Il CIN non certifica la qualità di una casa e non sostituisce le normali cautele nella prenotazione, ma rende l’immobile identificabile. La possibilità di collegare annuncio, codice e posizione riduce lo spazio per offerte opache o difficili da ricondurre a un soggetto preciso.
C’è poi un effetto territoriale, ossia le mappe e i dati aggregati possono aiutare i Comuni a capire dove si concentra l’ospitalità turistica, quali quartieri registrano una crescita più intensa e dove sia opportuno rafforzare i controlli. Sono informazioni utili anche per programmare servizi, gestione dei rifiuti, mobilità e convivenza tra residenti e visitatori. La regolarità dell’offerta, infine, incide sulla reputazione della destinazione, in quanto un mercato più trasparente tutela non soltanto chi prenota, ma anche gli operatori che investono nella qualità dell’accoglienza.
Il caso Puglia: più tempo per adeguarsi, controlli più precisi
La nuova capacità nazionale di controllo si incrocia con quanto sta avvenendo nelle Regioni. In Puglia, la legge regionale numero 21 del 5 ottobre ha spostato al 31 dicembre 2026 il termine per un adempimento preciso: la presentazione della SCIA o della CIA da parte delle attività di locazione turistica già avviate al 30 settembre 2025 che non avevano ancora provveduto.
La distinzione dipende dalla forma dell’attività, la SCIA riguarda l’esercizio imprenditoriale, mentre la CIA è prevista per quello non imprenditoriale e dopo la nuova scadenza potranno essere applicate le sanzioni previste dalla normativa regionale.
Non si tratta dunque di una proroga generalizzata per qualsiasi nuovo affitto turistico, né di un condono. È una finestra aggiuntiva concessa a una platea delimitata di attività già esistenti.
Il segnale, tuttavia, è significativo. Da una parte la Puglia concede più tempo per completare la regolarizzazione amministrativa; dall’altra il sistema nazionale mette a disposizione delle autorità strumenti sempre più precisi per individuare le posizioni da controllare.
La nuova fase degli affitti brevi
Per anni il principale problema è stato costruire un’anagrafe attendibile delle case turistiche, superando la frammentazione tra codici regionali, registri comunali e annunci pubblicati sulle piattaforme. Con il CIN e la BDSR quella struttura nazionale ha iniziato a prendere forma. Con BDSR Lens si apre una fase diversa: i dati raccolti vengono utilizzati per indirizzare le verifiche.
Per il turismo italiano la questione non riguarda soltanto quante case siano disponibili, ma quante siano identificabili, regolari e inserite in un mercato trasparente. La mappa digitale non risolve da sola l’abusivismo e non sostituisce il lavoro degli enti locali. Rende però più difficile che un immobile presente negli archivi, un annuncio online e un’attività reale sul territorio rimangano tre elementi completamente separati.

