HomeLinee di Costa NewsBando-tipo balneari, i nuovi dettagli: concessioni fino a 20 anni

Bando-tipo balneari, i nuovi dettagli: concessioni fino a 20 anni

Dopo il limite ai lidi assegnabili allo stesso operatore, emergono nuove indicazioni dalla bozza predisposta dal MIT: bandi entro giugno 2027, accessibilità obbligatoria e indennizzi al concessionario uscente. Il documento resta modificabile.

Questa mattina La Penisola News aveva anticipato uno dei punti più rilevanti della bozza del bando-tipo nazionale: i Comuni dovranno stabilire quanti stabilimenti potranno essere aggiudicati alla stessa impresa, evitando che le gare favoriscano la concentrazione delle spiagge nelle mani di pochi gruppi. Nelle ultime ore sono emersi ulteriori dettagli sul documento predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e presentato alla Conferenza unificata.

La bozza è composta da 33 pagine, rappresenta il modello destinato a guidare gli enti locali, ma può ancora essere modificata prima dell’adozione definitiva. Le amministrazioni dovranno pubblicare i bandi almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli e, in ogni caso, entro il 30 giugno 2027. Il termine previsto per il completamento delle nuove assegnazioni resta il 30 settembre dello stesso anno.

Durante le procedure dovrà essere assicurata la continuità dei servizi, per cui le concessioni esistenti rimarranno efficaci fino all’effettivo ingresso del nuovo gestore. I nuovi affidamenti potranno durare da un minimo di cinque a un massimo di vent’anni e la durata dovrà essere collegata agli investimenti previsti e alla possibilità di ammortizzarli.

Le gare saranno aggiudicate attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutata sulla base del rapporto tra qualità e prezzo e tra gli elementi premianti figurano il sostegno alle piccole e medie imprese e la stabilità del personale impiegato. Gli operatori dovranno inoltre dimostrare solidità finanziaria ed esperienza nel settore turistico-ricreativo. Tra i requisiti minimi compaiono anche misure precise per l’accessibilità: bagni, docce e passerelle larghe almeno 1,20 metri per consentire alle persone con disabilità di raggiungere la battigia.

Come saranno pagati gli indennizzi

La bozza entra anche nel dettaglio degli indennizzi destinati ai concessionari uscenti, dove il valore sarà determinato mediante una perizia sugli investimenti non ancora ammortizzati, compresi quelli sostenuti in seguito a eventi calamitosi o per rispettare obblighi di legge. Dal calcolo saranno sottratti eventuali contributi pubblici già ricevuti.

L’onere ricadrà sul nuovo concessionario, che dovrà versare almeno il 20% al momento dell’aggiudicazione e pagare il saldo entro i sei mesi successivi. Se il gestore uscente non richiederà la perizia, non gli sarà riconosciuto alcun indennizzo. La valutazione dovrà inoltre indicare il numero dei lavoratori per i quali l’attività rappresenta la principale fonte di reddito familiare. Questo per far si che i partecipanti possano assumere l’impegno di riassorbirli in caso di aggiudicazione.

Resta confermato quanto riportato questa mattina dal nostro giornale: ogni Comune dovrà fissare un limite ai lotti aggiudicabili allo stesso operatore o a società collegate, non ci sarà un tetto identico per tutta Italia, ma il principio entra nella struttura delle future gare.

Il quadro diventa quindi più definito, anche se non ancora definitivo. Dalla durata delle concessioni agli indennizzi, dall’accessibilità alla tutela del lavoro, la bozza mostra che le gare non decideranno soltanto chi gestirà gli stabilimenti, ma contribuiranno a ridisegnare servizi, occupazione e struttura economica delle destinazioni balneari.