HomeLinee di Costa NewsViaggiare dopo il tramonto: le città italiane riscoprono il turismo serale

Viaggiare dopo il tramonto: le città italiane riscoprono il turismo serale

Dal 1° agosto Colosseo, Pantheon e Castello Sforzesco prolungheranno gli orari di visita. Una sperimentazione che prova a distribuire meglio i flussi e offre ai turisti un modo diverso di vivere le città durante l’estate. Visitare il Colosseo quasi a mezzanotte o entrare al Pantheon quando le temperature della giornata cominciano finalmente a scendere.

Dal 1° agosto questa possibilità diventerà parte di una sperimentazione promossa dal Ministero della Cultura, dal Ministero del Turismo e dal Comune di Milano per estendere gli orari di apertura di alcuni dei grandi monumenti italiani. Si parte da Roma e Milano e la sperimentazione durerà per tutto il mese di agosto: il Colosseo sarà aperto il venerdì e il sabato dalle 19.45 alle 23.30, il Pantheon dalle 19 alle 23 con l’eccezione del giovedì, mentre il Castello Sforzesco di Milano prolungherà l’apertura fino alle 19.30.

Visitare le città quando fa meno caldo

Dietro l’estensione degli orari non c’è soltanto l’opportunità di visitare un monumento in una veste diversa. Tra gli obiettivi dichiarati dai promotori ci sono la migliore gestione dei flussi e la possibilità di accedere ai luoghi culturali nelle fasce meno calde della giornata. Un’esigenza particolarmente evidente durante l’estate, quando visitare una città d’arte nelle ore centrali può diventare più faticoso.

Spostare una parte delle visite verso la sera, significa quindi distribuire diversamente le persone nell’arco della giornata e offrire ai viaggiatori maggiore libertà nell’organizzazione del soggiorno.

La cultura è sempre più centrale nel viaggio

La sperimentazione arriva mentre il turismo culturale assume un peso crescente, infatti, secondo i dati ISNART richiamati dal Ministero del Turismo, nel 2026 la cultura è diventata la prima motivazione di viaggio dei turisti, dopo essere passata dal settimo al primo posto nell’arco di dieci anni.

Il Ministero indica inoltre in 58 miliardi di euro la spesa collegata al turismo culturale. Ampliare gli orari significa quindi intervenire su una componente sempre più importante dell’esperienza turistica italiana. A Milano, per esempio, il Castello Sforzesco ha registrato nell’ultimo anno circa mezzo milione di ingressi nei propri musei, mentre il complesso dei musei civici della città è passato da 1,3 milioni di visitatori nel 2019 a 1,7 milioni.

Una città turistica che vive più a lungo

L’estensione degli orari può produrre effetti che vanno oltre il singolo monumento. Un visitatore che termina una visita alle 22 o alle 23 utilizza la città in modo diverso: può cenare più tardi, fermarsi nel centro storico, utilizzare trasporti e servizi e distribuire le proprie attività su un arco temporale maggiore. In questa maniera, il turismo serale coinvolge anche ristorazione, commercio, guide e mobilità. Pertanto non significa semplicemente tenere aperto un museo qualche ora in più, ma sperimentare una nuova modalità di vivere una destinazione.

Agosto sarà un test: per ora si tratta di una sperimentazione limitata

Roma e Milano permetteranno di osservare se l’estensione degli orari riesca realmente a distribuire meglio i visitatori e a incontrare le esigenze di chi preferisce evitare le ore più calde. Il risultato potrebbe aprire una riflessione più ampia sull’organizzazione delle città d’arte durante l’estate.

Per anni il viaggio urbano è stato costruito soprattutto intorno agli orari diurni dei musei e dei monumenti. Temperature elevate, nuovi comportamenti dei viaggiatori e necessità di gestire grandi flussi stanno iniziando a mettere in discussione questo modello. Dal 1° agosto Colosseo, Pantheon e Castello Sforzesco saranno il primo banco di prova e forse il futuro delle città turistiche italiane passerà anche da una giornata che non finisce quando chiudono i monumenti, ma continua dopo il tramonto.