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Tavolara Bay, il Governo revoca il via libera ZES: cosa cambia per Cala Finanza

Dopo la mobilitazione di cittadini e associazioni arriva un nuovo sviluppo nella vicenda di Cala Finanza. La Presidenza del Consiglio revoca l’Autorizzazione Unica rilasciata attraverso la procedura ZES. Il provvedimento riguarda il progetto di glamping, mentre il resort di lusso resta fuori dall’iter amministrativo.

A meno di ventiquattro ore dal presidio che ha richiamato centinaia di persone sulla spiaggia di Loiri Porto San Paolo, la vicenda di Cala Finanza, vede nuovi sviluppi. Il Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri ha disposto la revoca dell’Autorizzazione Unica n. 74 del 2026, il provvedimento che aveva consentito l’avvio dell’iter autorizzativo attraverso la procedura prevista per le Zone Economiche Speciali (ZES).

La decisione modifica in modo significativo il quadro amministrativo della vicenda e rappresenta, almeno per il momento, uno stop al progetto presentato nell’ambito di quella procedura.

La revoca arriva dopo la decisione del Comune

Il provvedimento adottato da Roma è strettamente collegato a quanto deciso dal Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo. Lo scorso 30 giugno, infatti, l’assemblea comunale aveva approvato la revoca in autotutela della delibera di indirizzo adottata il 25 novembre 2025, con la quale era stata avviata la riqualificazione dell’area di Cala Finanza.

Come ha spiegato il Sindaco Francesco Lai, proprio quella decisione ha determinato la successiva revoca dell’autorizzazione rilasciata nell’ambito della procedura ZES. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, venuto meno il presupposto urbanistico sul quale si basava il procedimento, anche l’autorizzazione unica non poteva più mantenere efficacia.

Cosa cambia davvero

Il nuovo provvedimento non chiude definitivamente la vicenda Cala Finanza, ma interviene sull’unico progetto formalmente presentato nell’ambito della procedura amministrativa: questo stop riguarda infatti il glamping previsto nell’area costiera.

È importante distinguere questo intervento dal più ampio progetto turistico spesso associato al nome Tavolara Bay. La Regione Sardegna ha inoltre precisato che, allo stato attuale, non risulta presentata alcuna istanza amministrativa relativa al resort di lusso annunciato dalla società Tavolara Bay Srl, riconducibile al gruppo brasiliano JHSF, per l’area di Cala Finanza.

In altre parole, il provvedimento della Presidenza del Consiglio non rappresenta una bocciatura del progetto complessivo di resort, ma riguarda esclusivamente il procedimento amministrativo relativo al glamping autorizzato attraverso la disciplina delle ZES.

Una vicenda che continua a evolversi

L’annuncio della revoca arriva all’indomani della manifestazione organizzata, proprio ieri 1 luglio, a Cala Finanza, dove centinaia di cittadini, associazioni e attivisti si sono ritrovati per esprimere la propria contrarietà agli interventi previsti nell’area.

La mobilitazione, insieme agli sviluppi amministrativi delle ultime settimane, ha trasformato quella di Cala Finanza in una delle vicende più seguite del turismo italiano nel 2026. Intorno a questo tratto di costa non si confrontano soltanto posizioni diverse sul futuro di un intervento edilizio, ma due differenti idee di sviluppo del territorio, nelle quali si intrecciano tutela ambientale, pianificazione urbanistica, investimenti privati e strategie turistiche.

Il prossimo passaggio resta il TAR

Nonostante la revoca dell’autorizzazione ZES, il percorso amministrativo e giudiziario non può ancora considerarsi concluso. Resta infatti fissata per l’8 luglio l’udienza davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, chiamato a esaminare il ricorso presentato dalla Regione Sardegna e dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG). Questo sarà un ulteriore passaggio destinato a chiarire il futuro della vicenda.