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Guide turistiche, cambia la professione: prende forma il nuovo sistema nazionale

Il Ministero del Turismo porta avanti l’esame nazionale 2026 e l’Elenco Unico delle Guide. Abilitazione, specializzazioni e riconoscimento delle competenze ridisegnano una delle professioni centrali dell’accoglienza culturale italiana.

Una delle professioni più antiche del turismo italiano sta attraversando una trasformazione profonda. La guida turistica non cambia soltanto nel modo di raccontare città, musei e territori: sta cambiando il sistema attraverso il quale si accede alla professione e si viene riconosciuti come professionisti abilitati.

Il nuovo ordinamento nazionale, introdotto con la legge 190 del 2023 e progressivamente attuato negli anni successivi, sta entrando nella sua fase operativa.

Il Ministero del Turismo ha pubblicato il 29 aprile il bando per il secondo esame nazionale di abilitazione e durante giugno sono proseguite le attività organizzative per lo svolgimento delle prove. Il 30 giugno è stato inoltre prorogato fino alle ore 16 del 31 luglio il termine per raccogliere le manifestazioni di interesse destinate alla nomina dei componenti delle sottocommissioni esaminatrici e dei membri aggiunti.

Un passaggio amministrativo che racconta però un cambiamento molto più importante: l’Italia sta costruendo un sistema nazionale per una professione che per lungo tempo è stata regolamentata principalmente su base regionale.

Un esame nazionale per diventare guida

La riforma ha introdotto un principio preciso: per accedere alla professione occorre superare un esame di abilitazione nazionale. Il percorso prevede una prova scritta, una prova orale e una prova tecnico-pratica e chi supera l’esame può essere iscritto nell’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche, istituito presso il Ministero del Turismo.

L’obiettivo dichiarato della riforma è uniformare i livelli professionali sul territorio italiano e costruire standard comuni per una figura che svolge un ruolo particolarmente delicato nella relazione tra visitatore e destinazione. La guida, infatti, non accompagna semplicemente un gruppo.

La legge riconosce tra le sue attività l’illustrazione e l’interpretazione del patrimonio storico, culturale, museale, religioso, architettonico, artistico, archeologico e monumentale italiano, collegandolo anche ai contesti paesaggistici, produttivi ed enogastronomici dei territori.

Un unico elenco per tutta Italia

Un altro pilastro della riforma è l’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche, già operativo attraverso la piattaforma del Ministero. Possono iscriversi le guide che possedevano un’abilitazione ottenuta prima della nuova disciplina, i professionisti che superano l’esame nazionale e coloro che ottengono il riconoscimento in Italia di una qualifica professionale conseguita all’estero.

Il sistema introduce anche uno strumento direttamente utilizzabile dai turisti: alle guide iscritte viene associato un QR Code attraverso il quale è possibile verificare l’effettiva presenza del professionista nell’Elenco e consultare informazioni come specializzazioni e competenze linguistiche. La professionalità diventa così maggiormente verificabile anche da parte del cliente.

Una professione sempre più legata al territorio

Il cambiamento arriva mentre sta evolvendo anche il modo di visitare l’Italia, accanto alle grandi città d’arte stanno crescendo esperienze legate a borghi, archeologia, paesaggio, enogastronomia, produzioni locali e patrimonio immateriale e questo amplia anche il ruolo delle guide.

Non basta conoscere date, monumenti e opere d’arte, diventa sempre più importante riuscire a interpretare il territorio e collegarne gli elementi come la storia, la cultura, il paesaggio, le tradizioni, le produzioni e comunità locali. La riforma prevede inoltre la possibilità per le Regioni di organizzare corsi attraverso i quali le guide possono acquisire ulteriori specializzazioni.

Il 2026 consolida il nuovo modello

Il percorso non è ancora concluso. L’organizzazione dell’esame nazionale 2026 prosegue e il Ministero continua ad aggiornare gli atti relativi alle commissioni e allo svolgimento delle prove, ma la direzione è ormai definita.

Esame nazionale, Elenco unico, tesserino, competenze verificabili e possibilità di specializzazione stanno costruendo un nuovo quadro professionale. Per le guide significa confrontarsi con regole e standard nazionali, per i turisti significa poter identificare più facilmente i professionisti abilitati. Mentre per le destinazioni significa riconoscere definitivamente che chi racconta un territorio non è un elemento secondario dell’esperienza: è una parte della qualità dell’accoglienza.