Concessioni assegnate ma lidi ancora chiusi: il caso Posillipo nel cuore dell’estate
Bagno Ideal, Bagno Elena e Romeo Alberghi hanno vinto le gare per tre tratti di arenile a Posillipo. Ma nel pieno dell’estate gli stabilimenti interessati dalla procedura non sono ancora tornati operativi. Intanto aumentano canoni e spazi destinati alla spiaggia libera.
Le gare sono state fatte, i vincitori ci sono. Ma nel cuore di agosto gli stabilimenti interessati dalle nuove concessioni di Posillipo, uno dei tratti di costa più conosciuti di Napoli, non sono ancora tornati operativi. È l’effetto della procedura avviata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale per assegnare tre concessioni demaniali: due nell’area di Palazzo Donn’Anna e una vicino alla spiaggia delle Monache.
A giugno le aggiudicazioni provvisorie hanno premiato Bagno Ideal per il lotto A, Bagno Elena per il lotto B e Romeo Alberghi per il lotto C. L’esito della gara, però, doveva essere seguito dalle verifiche amministrative sui requisiti e sulla documentazione presentata dagli aggiudicatari. E così, mentre la stagione balneare è entrata nella sua fase più importante, gli stabilimenti sono rimasti fuori gioco.
Tre lotti, offerte per circa 247mila euro l’anno
La gara segna comunque un cambiamento netto rispetto al passato, a partire dai canoni: la base indicata per ciascuno dei tre lotti era di circa 3.525 euro l’anno e le offerte vincitrici sono state molto più alte. Bagno Elena ha offerto circa 53mila euro annui per il lotto B, Bagno Ideal circa 67mila euro per il lotto A. Il rialzo più consistente è arrivato da Romeo Alberghi: circa 127mila euro l’anno per il lotto C, nell’area della spiaggia delle Monache.
Pertanto complessivamente si arriva quindi a circa 247mila euro annui.
Secondo i dati diffusi dopo la gara, gli aumenti rispetto alla base sono stati del 1.404% per Bagno Elena, del 1.871% per Bagno Ideal e del 3.502% per Romeo Alberghi. Il presidente dell’Autorità portuale, Eliseo Cuccaro, ha parlato di un rialzo medio di circa il 2.300%. Numeri che mostrano quanto una procedura competitiva possa cambiare il valore economico riconosciuto all’utilizzo del demanio marittimo.
Più del 40% dell’arenile sarà ad accesso libero
Ma il nuovo modello di Posillipo non riguarda soltanto quanto pagheranno i concessionari. Oltre il 40% del litorale interessato dalla procedura sarà destinato alla fruizione gratuita. Per Bagno Ideal e Bagno Elena questo comporta anche una diversa distribuzione degli spazi rispetto alle gestioni precedenti e obblighi collegati alla cura delle porzioni di arenile libero.
L’obiettivo dichiarato dall’Autorità portuale è utilizzare le maggiori entrate generate dalle concessioni anche per migliorare la parte pubblica della spiaggia. Un aspetto particolarmente rilevante in una città come Napoli, dove l’accessibilità al mare è da tempo uno dei temi più delicati nella gestione della costa.
La gara è finita, l’iter no
Il vero nodo di questa estate è però quello dei tempi, perchè quando il 10 giugno sono state annunciate le aggiudicazioni, la procedura non era ancora definitivamente conclusa. Doveva infatti partire la fase di verifica amministrativa, per la quale inizialmente era stata indicata una durata di circa trenta giorni. Soltanto dopo il completamento dell’iter i nuovi concessionari possono procedere con gli adempimenti e gli allestimenti necessari all’attività balneare.
Già durante la gara era emerso il problema: la stagione era cominciata prima che le nuove concessioni diventassero operative. A luglio, gli stabilimenti risultavano ancora chiusi e la spiaggia davanti a Palazzo Donn’Anna veniva utilizzata liberamente dai bagnanti.
Non risulta, al momento una data ufficiale che permetta di affermare che le strutture riapriranno a settembre. Il punto certo è un altro: una parte consistente dell’estate è trascorsa mentre il passaggio dalla gara, all’effettiva operatività delle concessioni non era ancora completato.
Il caso Posillipo parla alle future gare italiane
Ed è proprio qui che una vicenda napoletana diventa una questione nazionale. Il dibattito sulle concessioni balneari si concentra da anni su durata degli affidamenti, criteri dei bandi, investimenti, indennizzi agli uscenti e applicazione delle regole europee.
Posillipo aggiunge una domanda molto concreta: quando devono partire le gare perché i nuovi concessionari possano essere realmente operativi prima dell’inizio della stagione?
Dal punto di vista economico, la procedura napoletana ha prodotto risultati evidenti: offerte enormemente superiori alle basi di gara, una diversa organizzazione degli arenili e una quota maggiore di spiaggia destinata alla fruizione gratuita. Ma per un’impresa balneare il calendario è decisivo e perdere settimane di luglio o agosto significa rinunciare a una parte fondamentale della stagione.
È una lezione che può interessare molte amministrazioni italiane chiamate nei prossimi anni a organizzare le procedure comparative, perché fare le gare è soltanto una parte del problema. L’altra è riuscire a concluderle in tempo perché le concessioni assegnate possano trasformarsi in servizi effettivamente disponibili per residenti e turisti.

