Il Comune lancia una sperimentazione sulle spiagge di Marina Giulia e dei Velieri: attrezzature balneari a prezzi calmierati, gestione digitale e servizi pubblici. L’iniziativa divide la politica locale e riapre il dibattito sull’accessibilità delle spiagge italiane.
In un’estate caratterizzata dall’aumento dei costi delle vacanze, Chiavari sceglie una strada diversa.
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Il Comune ligure ha avviato una sperimentazione che punta a rendere più accessibile la fruizione delle spiagge libere, introducendo un servizio pubblico di noleggio di ombrelloni, lettini e sedie a prezzi contenuti. Fino al 13 settembre, nelle spiagge di Marina Giulia e dei Velieri, cittadini e turisti possono noleggiare ciascun elemento dell’attrezzatura balneare al costo fisso di 5 euro per l’intera giornata.
L’obiettivo è offrire un servizio accessibile senza rinunciare all’organizzazione degli spazi, proponendo un modello che si colloca a metà strada tra la spiaggia libera tradizionale e lo stabilimento balneare.
Un servizio digitale per le spiagge libere
La gestione dell’iniziativa è affidata alla società partecipata Marina di Chiavari Srl, che ha predisposto un sistema completamente automatizzato per il noleggio delle attrezzature. Sul lungomare sono state installate colonnine elettroniche che consentono di effettuare il pagamento direttamente sul posto, sia in contanti sia con carte di pagamento.
Una volta completata l’operazione, gli utenti ricevono una ricevuta da presentare al personale incaricato della distribuzione delle attrezzature. Il servizio è attivo ogni giorno dalle 9 alle 19 e punta a semplificare le operazioni di noleggio riducendo i tempi di attesa.
Oltre 300 attrezzature disponibili
Per la sperimentazione il Comune ha messo a disposizione complessivamente 320 elementi tra ombrelloni, lettini e sedie.
L’offerta comprende:
- 120 ombrelloni;
- 150 lettini;
- 50 sedie “modello regista”.
Le attrezzature sono distribuite nelle due aree individuate per il progetto: la spiaggia di Marina Giulia, nella zona di ponente rispetto alla foce del torrente Rupinaro e la spiaggia dei Velieri, nell’area conosciuta come “Gli Scogli”.
Un test che piace ai bagnanti
L’iniziativa ha registrato fin dai primi giorni un’elevata partecipazione, soprattutto durante i fine settimana, le attrezzature disponibili sono andate rapidamente esaurite, confermando l’interesse di residenti e turisti per un servizio che consente di usufruire dei principali comfort balneari a costi sensibilmente inferiori rispetto a quelli generalmente praticati negli stabilimenti privati.
Per molte famiglie e per chi frequenta il mare solo per una giornata, il progetto rappresenta una soluzione intermedia tra la spiaggia completamente libera e l’affitto di una postazione in uno stabilimento.
Le critiche dell’opposizione
Il successo registrato tra gli utenti non ha però evitato il confronto politico: le forze di minoranza in Consiglio comunale hanno espresso alcune perplessità sul progetto, evidenziando il rischio che una parte significativa della spiaggia libera venga progressivamente occupata dalle attrezzature a noleggio, riducendo gli spazi disponibili per chi preferisce utilizzare il proprio ombrellone o il proprio asciugamano.
Il dibattito riguarda quindi non tanto il costo del servizio quanto il delicato equilibrio tra servizi pubblici, accessibilità e libera fruizione del demanio marittimo.
Un modello che potrebbe interessare altre località
L’esperienza avviata a Chiavari rappresenta uno dei primi tentativi di sperimentare un modello di gestione delle spiagge libere basato su servizi organizzati, prezzi calmierati e strumenti digitali. In una fase in cui il tema del costo delle vacanze e dell’accessibilità al mare è sempre più presente nel dibattito pubblico, iniziative di questo tipo potrebbero offrire spunti anche ad altre amministrazioni costiere.
Resta da capire se il progetto riuscirà a trovare un equilibrio tra qualità del servizio, sostenibilità economica e tutela della natura pubblica delle spiagge. La sfida non riguarda soltanto il prezzo di un ombrellone, ma anche il modo in cui le città costiere intendono garantire il diritto al mare in un turismo sempre più attento ai costi e alla qualità dell’esperienza.

