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Cala Finanza: il presidio contro il progetto “Tavolara Bay”

Centinaia di persone hanno partecipato al presidio organizzato a Loiri Porto San Paolo contro il resort di lusso previsto a Cala Finanza. Mentre si attende la decisione del TAR della Sardegna dell’8 luglio, la vicenda assume ormai una dimensione nazionale e riapre il dibattito sul rapporto tra sviluppo turistico e tutela del paesaggio.

La vicenda di Cala Finanza compie un nuovo passo e, dopo settimane di confronti tra istituzioni, ricorsi amministrativi e polemiche politiche, arriva direttamente sulla spiaggia. Questa mattina centinaia di persone si sono ritrovate a Loiri Porto San Paolo, nel nord-est della Sardegna, per partecipare al presidio organizzato contro il progetto Tavolara Bay, il complesso turistico di alta gamma previsto nell’area affacciata sull’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo.

Il progetto, promosso dalla società Tavolara Bay Srl, riconducibile al gruppo immobiliare brasiliano JHSF, prevede la realizzazione di un hotel a cinque stelle, trenta ville di lusso, ristoranti, un porto turistico e un campo da golf su circa cinquanta ettari di macchia mediterranea. Un investimento che, fin dalla sua presentazione, ha diviso politica, istituzioni, associazioni ambientaliste e cittadini.

Una mobilitazione che supera i confini della Sardegna

Dalle prime ore della mattina lo spiazzo che precede la spiaggia di Cala Finanza si è riempito di manifestanti arrivati da numerose località dell’isola. A fare da sfondo al presidio sono state le bandiere dei Quattro Mori, simbolo della Sardegna, mentre il passaparola attraverso i social network e i mezzi di informazione ha richiamato anche partecipanti provenienti dalla Toscana e da altre regioni italiane.

Lo slogan scelto dagli organizzatori, “Cala Finanza patrimonio di tutti”, ha sintetizzato il messaggio della giornata: chiedere che il futuro di questo tratto di costa venga affrontato mettendo al centro la tutela del territorio.

Negli ultimi giorni il caso aveva già raccolto un ampio consenso anche online, grazie alle iniziative promosse dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) e dal comitato di cittadini di Loiri Porto San Paolo, le cui campagne informative e petizioni hanno superato le 100 mila adesioni.

Il Comune revoca la variante urbanistica

La manifestazione arriva all’indomani di un nuovo sviluppo sul piano amministrativo:il Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo ha infatti approvato la revoca della delibera con la quale, nei mesi scorsi, era stata modificata la classificazione urbanistica dell’area interessata dal progetto. Si tratta di una decisione politicamente significativa, che si inserisce in una vicenda già caratterizzata da numerosi passaggi amministrativi e giudiziari.

La revoca della variante, tuttavia, non determina automaticamente la conclusione del procedimento autorizzativo, che continua a seguire il proprio percorso attraverso la procedura legata alla Zona Economica Speciale (ZES).

Ora l’attesa è tutta per il TAR

L’8 luglio il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna sarà chiamato a esaminare il ricorso presentato dalla Regione Sardegna e dal Gruppo d’Intervento Giuridico contro il procedimento autorizzativo approvato dal Governo.

La vicenda si inserisce in uno scontro istituzionale che negli ultimi mesi ha visto contrapposti il Governo e la Regione sul tema delle competenze nella pianificazione del territorio e nella tutela paesaggistica. Pertanto, l’esito del pronunciamento del TAR potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per il futuro del progetto, anche se difficilmente metterà fine al dibattito.

Cala Finanza è diventata un caso nazionale

Quello che fino a pochi mesi fa sembrava un progetto destinato a interessare soprattutto il territorio di Loiri Porto San Paolo è oggi uno dei casi più osservati nel panorama del turismo italiano. Da una parte ci sono gli investitori e chi ritiene che strutture di alta gamma possano rafforzare la competitività internazionale della Sardegna, attrarre nuovi capitali e generare occupazione.

Dall’altra emergono le preoccupazioni di associazioni, cittadini e amministratori che considerano il paesaggio costiero la principale risorsa economica e identitaria dell’isola, ritenendo necessario valutare con particolare attenzione interventi di questa portata. Il confronto, quindi, non riguarda soltanto Cala Finanza, ma il modello stesso di sviluppo turistico delle coste italiane.

Una domanda che riguarda tutto il turismo italiano

La vicenda di Cala Finanza pone una questione destinata a ripresentarsi sempre più spesso lungo le coste italiane. Come è possibile favorire nuovi investimenti turistici senza compromettere il patrimonio paesaggistico che rappresenta il principale elemento di attrattività delle destinazioni?

Negli ultimi anni il turismo di fascia alta è diventato uno dei segmenti su cui molte regioni stanno concentrando le proprie strategie di sviluppo. Resort esclusivi, marina, hotel di lusso e nuove infrastrutture promettono di aumentare la qualità dell’offerta e la spesa media dei visitatori.

Parallelamente cresce però la richiesta di preservare ecosistemi fragili, limitare il consumo di suolo e garantire che gli interventi siano compatibili con l’identità dei territori. Questo pare essere uno dei casi attraverso cui il turismo italiano è chiamato a interrogarsi sul delicato equilibrio tra sviluppo economico, sostenibilità ambientale e tutela del paesaggio.

La decisione del TAR della Sardegna, attesa per l’8 luglio, rappresenterà il prossimo passaggio di una vicenda che continua ad attirare l’attenzione ben oltre i confini dell’isola.