Il 16 dicembre il Tar della Toscana esaminerà sei procedimenti avviati a Marina di Carrara. Al centro ci sono gli “atti formali”, utilizzati per prolungare le concessioni in cambio di investimenti. La decisione interessa direttamente Viareggio e l’intera Versilia, dove questa soluzione riguarda numerosi stabilimenti.
La prossima tappa della lunga vicenda delle concessioni balneari italiane porta in Toscana dove il 16 dicembre il Tribunale amministrativo regionale dovrà pronunciarsi su sei procedimenti relativi agli “atti formali” utilizzati a Marina di Carrara. Una questione locale soltanto in apparenza, perché lo stesso strumento è stato adottato da numerosi stabilimenti della Versilia. A quanto pare questa procedura interesserebbe circa un bagno su quattro nel comprensorio in cui la presenza maggiore si registra a Lido di Camaiore, mentre a Viareggio sarebbero coinvolti una quarantina di stabilimenti. Risulterebbero più limitati i casi a Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi.
Che cosa sono gli “atti formali”
L’atto formale consente di rilasciare una concessione di durata superiore ai normali termini quando il gestore presenta un piano di investimenti e in diversi casi il nuovo titolo è arrivato a vent’anni. Per gli operatori rappresenta uno strumento utile a programmare lavori, ammodernamenti e servizi contando su un periodo sufficientemente lungo per recuperare le somme investite. Il problema riguarda però il rapporto tra questa procedura e l’obbligo di affidare le spiagge attraverso selezioni pubbliche, trasparenti e aperte alla concorrenza.
La vicenda giudiziaria nasce dalle decisioni del Comune di Carrara a cui l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha fatto seguire una contestazione circa il meccanismo previsto dall’amministrazione, ritenendo che possa riconoscere una posizione di vantaggio ai concessionari uscenti.
Nel Bollettino 32/2026, l’Antitrust sostiene che l’eventuale confronto competitivo non possa dipendere soltanto dalla presentazione di altre domande dopo l’istanza del gestore. In sostanza, secondo l’Autorità, la procedura dovrebbe essere predisposta preventivamente dal Comune e garantire un confronto effettivo tra i candidati. Carrara ha invece difeso la legittimità del proprio percorso e dopo il mancato adeguamento al parere dell’Autorità, gli atti sono stati impugnati e la questione è arrivata davanti ai giudici amministrativi.
Perché la decisione riguarda Viareggio
Il Tar dovrà stabilire se il modello seguito a Carrara sia compatibile con le norme europee e nazionali quindi la sentenza potrebbe diventare un riferimento anche per gli altri Comuni toscani nei quali sono stati rilasciati o richiesti atti formali. A Viareggio, inoltre, l’associazione Mare Libero ha presentato esposti riguardanti otto stabilimenti che avrebbero domandato il rinnovo accompagnandolo con un programma di investimenti.
Resta da capire se l’eventuale decisione del Tar interesserà soltanto i procedimenti più recenti e ancora aperti oppure se potrà produrre conseguenze anche sui titoli rilasciati negli anni precedenti. Stefania Frandi, responsabile giuridica del Sib Confcommercio e legale dei balneari di Marina di Carrara, ha sottolineato che l’estensione degli effetti non può essere prevista prima del pronunciamento.
Una questione nazionale per il turismo balneare
Il caso toscano mostra la distanza tra le strade seguite dalle amministrazioni costiere, alcune attendono indicazioni nazionali più definite, altre hanno utilizzato gli atti formali, mentre Comuni come Finale Ligure hanno già avviato procedure pubbliche per decine di stabilimenti. Per destinazioni mature come Viareggio e la Versilia, l’incertezza non riguarda soltanto i concessionari, ma anche gli investimenti, la qualità dei servizi, il lavoro stagionale e la programmazione dell’offerta turistica.
Il Tar non deciderà il futuro di tutte le spiagge italiane, ma il suo pronunciamento potrà chiarire quanto gli investimenti promessi siano sufficienti a giustificare concessioni più lunghe senza una gara ordinaria, un passaggio destinato a essere osservato ben oltre i confini della Toscana.

